- Report Seminari e Corsi -

Autobiografia e Psicoanalisi.
Seminario a cura di Leonardo Luzzatto e Savino Calabrese.
Anghiari 4/7 Settembre 2014

Report a cura di Luisa Fressoia

Il seminario, condotto in coppia da Leonardo Luzzatto e Savino Calabrese, si è rivelato ricco di proposte e di emozioni. Si è svolto nel corso di un lungo fine settimana, così che tra giovedì e domenica, un bel gruppo di 14 persone si è inserito nell’armoniosa cornice del paesaggio anghiarese e ha potuto mettersi in gioco, saggiando nuove formule e contenuti delle metodologie della Lua.

Scoprire le caratteristiche che differenziano e accomunano l’uso della narrazione in psicoanalisi e nelle metodologie autobiografiche è stato lo scopo del seminario. Ambedue gli ambiti hanno a che fare con il costruire e ricostruire la propria storia, con lo scoprire parti di sé nascoste, per affrontare il disagio oppure per potenziare i propri talenti. Si tratta comunque di intraprendere un viaggio interiore.

La scelta dei conduttori del seminario è stata quella di rifarsi all’opera di due grandi capostipiti della psicoanalisi, Freud e Jung, prendendo spunto anche dalle loro autobiografie (volutamente scarna quella del primo, più corposa e scritta in tarda età quella del secondo).
Il percorso sviluppato è partito dall’esperienza di due grandi maestri, posta a confronto con i due particolari metodi di diario degli psicoanalisti Milner e Progoff della fine del ’900. Si è così potuta offrire la duplice opportunità, da un lato, di ripercorrere la storia, dall’evoluzione della prima psicoanalisi alle sue articolazioni successive e, dall’altro lato, di appropriarsi attraverso la scrittura diaristica di strumenti di autoanalisi.

Alla ribalta del seminario è stato dunque sempre l’inconscio, nell’indagine sia dei ricordi che dei sogni, soffermandosi sul fenomeno del “rispecchiamento” e sperimentando l’esperienza dell’ascolto e della scrittura nel rapporto con l’Altro.
Particolarmente rilevante è la scoperta della cosiddetta “terza area”, di quella dimensione cioè posta su una sorta di crinale tra conscio e inconscio, rispetto al quale matura l’intento di passare in modo sempre più consapevole e creativo da un piano all’altro. I confini di queste “aree transizionali” sono infatti instabili e ci dotiamo di strumenti per rimanere in equilibrio, (la continuità con la madre ricercata dal bambino attraverso il pupazzo, strumenti culturali ideati dall’adulto), ma è anche affascinante sperimentare le aperture che questo spazio produce e considerare le proprie capacità di ricezione e di accoglienza di ciò che è sconosciuto o estraneo.

Con tale materia si sono cimentate dunque le scritture del seminario, a partire da stimoli afferenti al sogno, parte necessaria e costitutiva della nostra vita psichica in quanto “realizzazione di desideri rimossi”, ponendosi a caccia delle proprie “ombre”, di quelle situazioni cioè che si ripetono e che talora si rivolgono anche contro noi stessi (Che diamine, cado sempre nella stessa buca!), ciò per acquisire consapevolezza di sé e portare a compimento il proprio processo di individuazione; attivando la dimensione simbolica, che passa attraverso i miti, gli archetipi culturali e gli esercizi di contemplazione spirituale, quindi accedendo alle sfere più profonde di sé e creando una comunicazione, spesso inesistente, tra la parte inconscia e quella conscia nella nostra esperienza psichica.

A questo proposito si sono realizzate alcune esperienze importanti: in primo luogo attraverso il dialogo stabilito con il proprio corpo, in secondo luogo attraverso l’arte, che ha il singolare e straordinario potere di fa stare bene sia l’artista che chi ne fruisce. L’espressione artistica ci permette infatti di “esplorare modalità d’intersezione tra il mondo fantastico e il reale, tra i principi di realtà e di piacere”, è ancora una “terza area” in cui si inserisce anche la scrittura di sé, esperienza che ha attraversato l’intero seminario: il foglio bianco è di per sé uno stimolo e, con la sua connotazione dialogica, può essere lo spazio per instaurare un dialogo con la propria interiorità e con gli altri.
Ci sono anche momenti e operazioni che non è possibile fare da soli: in questi casi possono essere utili la psicoanalisi e il rapporto con l’analista. Qui vengono in aiuto il ricordo, ma anche l’oblio. In psicoanalisi è necessario tenere sempre distinti i campi, tenere vigile l’attenzione rispetto ai confini e ai contatti.
In ambedue gli ambiti, autobiografia e psicoanalisi, è comunque fondante la capacità di ascolto, astenendosi dal giudizio e valutando il momento in cui possa risultare costruttiva l’interpretazione. Tutte attitudini che comportano una buona dose di equilibrio, nel quale la responsabilità possa andare a braccetto con il piacere di esprimersi e di donarsi.

COME ASSOCIARSI

Diventa socio della Libera Università dell’Autobiografia
di Anghiari!

Una comunità di scrittori e scrittrici di sé e per gli altri.

Sostieni la LUA e scopri tutti i vantaggi di essere socio:

CONTATTI LUA
  • Piazza del Popolo, 5
    52031 Anghiari (AR)
  • (+39) 0575 788847
  • (+39) 0575 788847
  • segreteria@lua.it