- Report Seminari e Corsi -

La parola ai partecipanti:
Per me questo seminario è stato…

  • L’occasione, portata a termine positivamente, di rileggere i fatti della mia militanza politica e della sua evoluzione sul piano dell’impegno più generale a livello civile, sociale, professionale […]  è l’individuazione e la messa a fuoco di un circolo (virtuoso) da costruire in cui la dimensione individuale e collettiva l’"io" il "noi", trovano una collocazione privilegiata come motore della socializzazione e del cambiamento
  • Vengo via sentendomi ancora lì, in alto a volteggiare, a pensare, ad assorbire, a ragionare, a cercare la mia nuova forma in cui apparirò: la nuova forma che avrà il mio modo di fare le cose
  • Da qui la presa di coscienza che, ad innescare tutto, dandomi anche l’energia necessaria, sono i fatti quotidiani e che sono i "disagi" conseguenti a farmi camminare verso la elaborazione di idee… 
  • Insomma un inizio per lavorare sulla militanza con nuovo vigore, nuove idee per esplorare territori coperti da troppa polvere. 
  • In particolare questo seminario ha avuto il valore aggiunto di un gruppo eterogeneo per età, esperienze, genere, e lo scambio di idee e di frammenti di vissuto è stato senza reticenze o strutture preconcette […] Ho portato via uno strumento in più, l’affollarsi di idee…
  • È stato un importante momento nel quale sono stato sollecitato e aiutato a "uscire dal mio percorso abituale" […] È stato anche un interessante apprendimento di vie e di metodi per conoscere meglio il mondo […] e per impostare -se ne sarò capace- una proposta analoga per altre persone, con le quali i miei progetti in corso di attuazione mi mettono in contatto. 
  • Una novità. Devo riflettere su metodo e contenuti. Allora è stata un’occasione per interrogarmi e riflettere
  • Questo seminario lascerà indubbiamente un segno concreto della mia persona, nel mio "io", nella parte […] più nascosta dentro di me. Avere condiviso con un gruppo […] quello che credevo essere solamente "emozioni di mia proprietà" è stata davvero una fantastica esperienza. 
  • …di sicuro è stato uno straordinario strumento per capire quanto sia importante essere capaci di fare la propria autobiografia […]Introspezione e retrospezione sono esercizi che troppo spesso ci dimentichiamo di fare. […] Un altro importante argomento trattato era la militanza intesa come impegno costante in una cosa in cui si crede

E ora…
Usciamo un po’ dalle regole: Non dovrei, forse non potrei dirlo io, che con Dante ho costruito e condotto questo seminario; ma siccome Dante “è più grande”, io posso anche dire, senza timore di peccare di immodestia, che questo seminario ha avuto il pregio di sviluppare il tema della militanza senza enfasi retorica e senza cadere nel “politichese”: il che, non è faccenda di poco conto. Mi sento di poter dire che il percorso ha restituito alla militanza una dignità progettuale senza la quale, la stessa appare tema di rimembranze nostalgiche o – e forse è ancor peggio – corre il rischio di prestare il fianco a facili qualunquismi, considerata oggi appannaggio di pochi, utopistici signori sognatori.
Riprendiamoci la nostra militanza.
Per render merito a questa riscoperta di significati e svelamento di nuove prospettive, provo dunque ad evidenziare i nuclei centrali del nostro seminario. Iniziamo il percorso con le nostre presentazioni. Pare facile. Scopriamo presto essere un esercizio di franchezza, di sintesi, generosità del narrare. Parte Dante, si racconta per una decina di minuti: scelte, lavori, successi, abbandoni, riprese, ancora scelte: fortune, ascolti, passaggi… e poi seguo io e poi tutti: ognuno una storia di vita che si intreccia alla propria militanza, sorretta da certi valori che portano a sguardi sul mondo, a scelte a volte difficili, anche dolorose. Non sappiamo quando e dove precisamente coraggio, saperi e desideri si siano “infilati” nelle nostre storie; quando e dove il destino, la fortuna o il suo contrario, abbiano inciso sulle nostre vite. A un certo punto è nata dentro ciascuno una “speciale resistenza” che ha permesso ai partecipanti di arrivare qui, in questi giorni alla Libera, per raccontare con grande sincerità la propria storia di militanza ricca di dubbi, incerti sviluppi, incongruenze, ma anche coerenze, successi, soddisfazioni. Ciascuno è arrivato animato dalla voglia di capire qualche cosa in più per un miglior impegno futuro, per la propria personale militanza. Senza enfasi sul passato, dicevo, ma anzi con uno sguardo attento e appassionato per il futuro ancora da costruire. Per il futuro, occorre interrogarsi. Ci siamo dunque chiesti quale relazione ci sia tra solidarietà e militanza, e quanto il rifiuto, il disagio interiore, la ribellione nei confronti del presente possano costituire una base per un impegno coerente con i propri ideali in una continua dialettica tra un futuro immaginato e un presente vissuto. Abbiamo messo in luce come un impegno militante ponga al centro il lavoro per gli altri oltre che per sé, aprendo piste di ricerca sull’etica personale e del gruppo. Vita da militante e “militante per la vita”, dunque, dove motivazioni, responsabilità personali e collettive si intrecciano, e le “piccole storie individuali” contribuiscono a creare “la grande storia collettiva”. Abbiamo esplorato il continuum tra empatia e impegno, divagando (si, proprio divagando: se no, come direbbe Dante, che seminario è?) tra le nostre storie, tra “parole chiave”, modelli teorici e contributi filosofici e letterari nella ricerca di senso, offrendoci reciprocamente ascolto e spunti di riflessione. Con Dante non poteva mancare lo stimolo di un film. E così, tra un pensiero e l’altro, arriva il documentario autobiografico di un militante particolare: Ivan della Mea. Grazie a questo ulteriore stimolo si sono aperti altri spazi di interpretazione della militanza, dei suoi vantaggi e svantaggi, delle sue possibilità umane, valoriali, emotive e sociali. Insomma, tutto il percorso è stato come… come un rampicante. Siamo cresciuti come un rampicante sul muro: Mica facile. Dove andare? Come ancorarsi senza fermarsi…. È proprio andata così: pezzo a pezzo, abbiamo scritto di potere, di successi ed insuccessi, di maestri e di valori e ci siamo arrampicati un po’ più in alto per avere una visione di insieme dalle parole scritte e dette, per tornare di nuovo dentro alle storie autobiografiche e ricavarne nuova linfa per riflessioni ancora in gruppo, e poi di nuovo a scambiare pensieri, emozioni, ascolti… Attraverso la scrittura di ricordi di militanza e alle relative considerazioni e connessioni da queste scaturite, siamo passati dal sé militante alla coscienza di sé militante. Passione e sentimenti, intenzioni ed obiettivi, coerenze esistenziali ed etica… e per finire, ci siamo chiesti: che cosa può offrire la scrittura nella sua accezione autobiografica alla coesione tra militanti, ed in ultima analisi, quale supporto può dare l’autobiografia con le sue differenti declinazione per “una buona militanza”? Ma che casa è “una buona militanza”? Davvero, ora andiamo troppo oltre:ci vuole un altro seminario con Dante, grazie.

Isabella, che ha avuto l’onore di esser stata a fianco di Dante in questa ricca e stimolate esperienza

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