- Report Seminari e Corsi -

L’esperienza del seminario in cammino, è preceduta dalla anticipazione di alcune “regole” che Duccio Demetrio, amorevolmente e autorevolmente, ci comunica alcune settimane prima della partenza.
I suoi suggerimenti di metodo ci rimandano l’attenzione verso un porsi nell’atteggiamento di rispetto reciproco tale da permettere a ciascuno dei partecipanti di essere  nelle condizioni migliori affinché “ la memoria e la meditazione si incontrino con le pratiche di scrittura”. 

Primo giorno – Venerdì

L’incontro è previsto ad Anghiari, nella Chiesa di S. Agostino.
Ad uno ad uno, i “camminanti” si radunano nel luogo sacro dove Duccio Demetrio ci attende, già pronto ad affrontare questo percorso nuovo.
È sempre eccitante poter assistere e vivere il momento dell’avvio di esperienze come questa: trenta persone di provenienza da luoghi distanti tra loro, con aspettative, vissuti personali, fasi esistenziali diverse, creano quel magico intreccio che, come sempre, genererà grandi emozioni e ci aiuterà ad affrontare la rivelazione di momenti di autoconsapevolezza, attraverso il pensiero e la scrittura.
Molti dei partecipanti di questa quinta edizione del Seminario “Meditazione in cammino e ascetica della scrittura”,  conosceranno Anghiari e il suo territorio per la prima volta: ne saranno affascinati e ispirati;  la stagione che stiamo vivendo è molto importante per chi cammina poiché c’è la possibilità di accedere ad un clima estivo che ci permette di vivere nella natura nel momento della sua quasi maturità: una metafora, questa della natura che sta maturando, che si addice alla esperienza che stiamo vivendo. Infatti questi seminari sono rivolti prevalentemente a chi si avvicina all’età adulta, la stagione della vita più adatta a stabilire un rapporto diverso con se stessi attraverso la scrittura e la meditazione.
Il nostro andare si ispira a al concetto di camminare come metafora dell’esistenza: camminare da soli o in compagnia, rappresenta il nostro venire al mondo, esserci e lasciare il mondo.
Il motivo che ci muove si ritrova in un’ispirazione che Duccio definisce una sorta di religiosità della terra dove la terra è un elemento che ci esprime, che ci permette di raccontare chi siamo.
Questi giorni potranno essere per tutti, l’occasione di ritrovare nelle nostre coscienze il rapporto profondo o dimenticato con il nostro vivere oggi. La filosofia delle attività seminariali che si svolgono alla Libera Università dell’Autobiografia, è quella di far emergere l’individuo, la persona nella sua assoluta unicità e specificità: non come elogio del narcisismo ma lettura della nostra interiorità nel libero confronto con gli altri.
Non c’è meditazione se non c’è il MEDIUM: il tramite può essere la parola, il pensiero, l’icona… Per noi, il tramite sarà la scrittura che ci consente di stabilire un rapporto tra noi stessi, la nostra vita invisibile, la nostra interiorità con la visibilità che ci offre la scrittura.
La scrittura rende, infatti, visibili alcune tracce della nostra interiorità: ricordi, emozioni, memorie…
La scrittura ci consente di lavorare, tornire il nostro pensiero: non ci si accontenta di percepire le voci ma dobbiamo andare loro incontro e addomesticarle.
La scrittura autobiografica è un’ascetica (come lavoro, attività) perché ci aiuta a cercare gli aspetti essenziali, cruciali della nostra esistenza.
Nel primo tratto del tragitto che percorreremo oggi, avviandoci verso la Chiesa del Carmine, i partecipanti camminano a passo lieve, conversando.
Duccio ci ricorda la dimensione del silenzio che dovremo rispettare nelle ore a venire, come recitano le regole della meditazione in cammino.
Si avverte in molti, soprattutto in coloro che si avvicinano per la prima volta a questa esperienza, la curiosità per quello che ci attende ed una leggera euforia che precede sempre l’inizio di qualcosa di importante.
Aleggia il senso della libertà di un tempo ritrovato perché sottratto alle scansioni rigide delle nostre giornate e il piacere di “dedicarsi” attenzione in questa forma che unisce piacere di ritrovarsi e piacere di godere di una bellezza così pervasiva del paesaggio che ci circonda.
Raggiunta la Chiesa, ci sediamo nel bel chiostro che si trova a fianco dell’edificio; dopo una pausa per rifocillarci e per completare le scritture avviate anche durante il cammino, Duccio ci richiama ad una riflessione sul senso del camminare, una delle più banali attività della vita.
“Camminare favorisce l’elaborazione di una filosofia sull’esistenza… camminare ci aiuta ad allenarci alle responsabilità verso i nostri atti…”
Il camminare ha lo scopo di riaprirci all’esistenza, al sapere, al sentire.
Nel boschetto di pini sui Monti Rognosi, formazioni rocciose di origine vulcanica un tempo privi di copertura di alberi ad alto fusto e così ritratti nell’affresco di Piero della Francesca La Resurrezione conservato presso il Museo di Sansepolcro, ci fermiamo per scrivere e Duccio ci consegna il secondo frammento poetico.
Dopo aver camminato sui sentieri rocciosi dei Monti Rognosi, dove abbiamo potuto godere della vista dell’impalpabile nebbia (una specie vegetale di grande interesse naturalistico) così chiamata per l’aspetto della sue fioriture simili a morbide piume, ci inoltriamo in un fitto boschetto dal quale riusciamo arrivando in uno splendida radura coltivata. Ci stendiamo sull’erba per un breve riposo e così abbiamo modo di scorgere la luna piena che appare dal bosco.
Arriviamo al nostro posto di ristoro, Cerreto: una casa colonica di notevole interesse storico immersa nella Riserva Naturale dei Monti Rognosi.
A fine cena, nell’aia, qualcuno trova il coraggio di leggere i propri scritti e in questo modo ci salutiamo dandoci appuntamento per domani mattina.

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