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Secondo giorno – sabato

Duccio ci preannuncia una lunga giornata di cammino e di soste ed invita chi ancora non si fosse esercitato nella scrittura, ad interrogarsi su quanto sta accadendo.
Stamani lavoreremo, per un tratto di strada, a coppie che si formeranno ricongiungendo le tessere nelle nostre mani. Inizia la ricerca dell’incastro e dopo alcuni minuti (più facile del previsto?), troviamo il nostro compagno.
Le tessere richiamano le tavolette di argilla che nell’antica Grecia venivano utilizzate per l’attività’ votante: una parte della tessera rimaneva a chi promuoveva l’attività, l’altra a colui che votava.
Durante il cammino siamo invitati a trovare spunti per la scrittura anche nelle cose che vedremo, nella natura che ci circonderà, in quei particolari che producono stupore, curiosità.
Rossano, la nostra preziosa guida, prima di iniziare il cammino, ci illustra le caratteristiche storiche e naturalistiche della Valle che andremo a scoprire: quella del Torrente Sovara dove potremo godere della vista di piccoli insediamenti storici cinti da mura e di una campagna sapientemente costruita dall’uomo nel corso dei secoli.

Con queste parole nelle orecchie e le immagini che sono state preannunciate, ci incamminiamo verso la Valle della Sovara a coppie parlando di noi, alternandoci nel racconto, ed ascoltando il nostro compagno.
Passo dopo passo ci dirigiamo nella stretta valle del Torrente Sovara, lo attraversiamo e raggiungiamo l’antico castrum di Valelalle, un tempo cinto di mura delle quali si notano ancora alcune tracce. Poche case di pietra, un sagrato e la chiesa dedicata a S.Biagio, che un’abitante del luogo ci apre consentendoci di visitarne l’interno. Entriamo nella Chiesa di S. Biagio.
Uscendo dalla Chiesa di S. Biagio, viene consegnato a ciascuno di noi un biglietto con scritta una parola; sarà il nostro tema di meditazione esistenziale cercando di capire in che modo la parola affidataci potrà risuonare, risuona ed ha risuonato nella nostra vita.
Riprendiamo il cammino verso il Castello di Pianettole, prossima tappa del nostro percorso, lasciando a Valealle le nostre parole lette e scritte, all’area che abbiamo “abitato” da camminanti in meditazione quali siamo e che ha risuonato i nostri pensieri in libertà.
Risaliamo la collina dove, sul crinale, in un suggestivo punto panoramico (di avvistamento, una volta!) sorge Pianettole, antico castello medievale dal quale godiamo di una splendida vista sul paesaggio a 360°!
Qui ci fermiamo a consumare il nostro parco pasto e a riposare le membra all’ombra degli alberi da frutto posti al limitare del pianoro dove fu costruito il castello.
Intanto una nuova suggestione, ci è stata consegnata, individualmente, da Duccio.
Ci seguirà fino a Toppole, la nostra prossima tappa.
Scendendo verso la valle del torrente Cestola, veniamo colti da un intenso scroscio di pioggia. Troviamo ricovero sotto una tettoia e, in attesa che cessi la sfuriata
A Toppole entriamo nella chiesa e, chi lo desidera, legge le scritture frutto della personale riflessione su cosa è emerso dalla riflessione sul verbo assegnato.
Duccio ci propone di comporre alcuni haiku, nel percorso che ci condurrà alla prossima ed ultima tappa di questa lunga e intensa giornata: Cafaggio.
L’arrivo a Cafaggio e la stupenda vista panoramica sulle colline boscate illuminate dal sole che tramonta, ci ripaga della fatica della nostra salita: ci troviamo sul crinale affacciati sulla valle di Sovara, il nostro punto di partenza.
Dopo il momento conviviale, a base di cibi semplici e frutto dei prodotti di questa terra, una breve camminata nel buio ci aiuta a rievocare il nostro rapporto con le tenebre, a riflettere sulla nostra lotta con il buio.

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