- Report Seminari e Corsi -

22-24 ottobre 2010
Diari e storie di crescita.
Didattica della scrittura con bambini e adolescenti

seminario a cura di Elisabetta Biffi
tutor Luisa Fressoia

Il seminario Diari e storie di crescita. Didattica della scrittura con bambini e adolescenti si è svolto dal 22 al 24 ottobre e vi hanno partecipato 15 persone, in grande maggioranza appartenenti al genere femminile (13 donne e due uomini).
Il tema complesso della crescita ha accompagnato l’intero percorso, a cominciare dalla riflessione intorno al significato della parola, servendosi non di astratte definizioni ma partendo dall’esperienza di vita della mente e degli affetti di ciascuno, in una dimensione sociale e spirituale (dimensione quest’ultima emersa timidamente ma con tratti significativi).
Elisabetta, come in punta di piedi, ha accompagnato ciascun partecipante in un vivace e allo stesso tempo pacato gioco di stimoli. Tra momenti di riflessione e con l’uso di tecniche diverse, le persone hanno superato le iniziali insicurezze e hanno agito in prima persona impegnandosi nella ricerca di forme di rappresentazione di sé e nella ricostruzione del proprio processo di sviluppo.

La scrittura è stata la protagonista nella narrazione del proprio percorso di crescita e grazie ad essa è emersa la ricchezza della vita interiore di ognuno. Una ricchezza di motivazioni, di slanci, di potenzialità che non hanno impedito di lavorare contemporaneamente anche sui propri aspetti di debolezza (momenti nei quali ci sentiamo “troppo piccoli” oppure “troppo grandi”) e di realizzare un percorso mirato al raggiungimento di quell’equilibrio e di quella “giusta misura” attraverso l’intrattenimento di un dialogo con se stessi e venendo a patti con la propria storia, arricchendoci e trasformandoci nella relazione e nell’ascolto dell’esperienza degli altri.
Proprio nell’impegno riversato in questa ricerca di sé in relazione con gli altri si è formato il gruppo. Elisabetta ha raccolto ogni volta la ricchezza e varietà dei contributi individuali e di gruppo, collegandoli alle teorie scientifiche di riferimento, alle diverse scuole di pensiero e non solo a quelle legate al mondo occidentale. Rimandando ad un momento successivo all’esperienza del seminario, ha suggerito letture e numerose indicazioni bibliografiche, ma ha anche riportato informazioni ed esempi utili a proposito di esperienze di ricerca e di progetti realizzati, proponendo riferimenti concreti e trasferibili nei differenti contesti professionali.
I sentimenti provati di fronte alle scritture prodotte sono riassumibili in “stupore” e “benessere”, termini espressi dagli stessi partecipanti, come pure “incanto”, (parola tipicamente ricorrente nei lavori con i bambini), che qui è spontaneamente scaturita con particolare enfasi proprio di fronte al manifestarsi della molteplicità dell’io e alla ricchezza di risorse di ciascuno.
Il tempo del seminario è stato scandito dalla scrittura di pagine di diario cui ciascuno si è dedicato seguendo l’indicazione di Elisabetta ad ogni ripresa dei lavori. Ma imparando anche a riconoscere da se stessi, nel corso dei tre giorni di intensa condivisione, il tempo giusto per scrivere una nuova pagina di diario.

Ma cosa intendiamo per diario? è stato chiesto. Anche per l’indagine attorno al senso stesso dello scrivere o del chiedere di scrivere un diario sono state proposte numerose esercitazioni, griglie di analisi e materiali mirati su cui riflettere in coppia o in gruppo, con l’ausilio anche di altri tipi di materiali (fili colorati, carte, collage da comporre, materiale plastico da manipolare, ecc.). Ognuno ha sviluppato e ha restituito agli altri una personale manifestazione creativa e “visiva” del proprio e originale percorso di crescita.

Altro ingrediente essenziale per fare autobiografia sempre nella pratica del diario, è il racconto. Ma raccontare attraverso il diario, ha fatto osservare Elisabetta, presenta delle specificità su cui è bene riflettere. Lo si ritrova spesso nei settori educativi, con modalità differenti: a scuola come tecnica per superare difficoltà di apprendimento e come strumento di documentazione nei servizi socio-sanitari; in esso la narrazione ci permette di unire la lettura soggettiva della realtà e la scrittura personale con la scrittura più formale richiesta dall’istituzione.
Ecco allora che il racconto dei diari della nostra vita personale e professionale è stato un esercizio utilissimo per delineare aspetti di metodo attorno a proposte e progetti che intendono far proprio l’uso delle scritture diaristiche. È un aspetto importante infatti fare grande attenzione e capire come e quando sia più opportuno utilizzare le differenti tipologie di tali scritture (come per esempio un’opera classica o certe forme di diari on-line come i blog), tenendo sempre ben presente che il diario ci serve a indicare un processo e non è una storia.
L’esperienza singola è diventata man mano costruzione della propria storia, proprio perché inserita nell’ambito di un progetto. Infatti, pur nella varietà delle proposte, il seminario ha mantenuto una sua intima unità e coerenza ed è stato in grado, in ogni fase, di offrire stimoli e strumenti per la ricerca di risposte di senso in relazione alle domande poste all’inizio del seminario stesso. Di queste ciascuno avrà la possibilità di far tesoro in modo personale.

Il seminario si è rivelato quindi una vera e propria fucina di autoanalisi e di pratiche di scrittura di sé, legate alla storia personale e professionale, che ha generato un ottimismo e una rinnovata progettualità. Un ulteriore risultato osservato, non meno importante di quelli già citati, è stato l’emergere della forte umanità insita in ciascuna persona. Questa ha avuto la possibilità di scaturire dallo spazio di libertà offerto per esprimere le proprie emozioni, e dalla libertà creativa nell’esercizio del pensiero. Ma è soprattutto dovuta al rispetto dell’altro, riscontrabile in particolar modo nella sapiente gradualità delle proposte e in un riuscito stimolo allo scambio di doni.

Report di Luisa Fressoia

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