- Report Seminari e Corsi -

Chi sono io oggi.
La scrittura introspettiva e il metodo Morineau

Anghiari 6-8 luglio 2012
Seminario condotto da Marisa Nardini

Marisa Nardini ha condotto nei giorni 5-6-7 luglio il seminario “Chi sono io oggi.
La scrittura introspettiva e il metodo Morineau
” che rappresenta un primo incontro tra la mediazione umanistica e la scrittura introspettiva, due potenti strumenti per imparare a relazionarsi meglio con se stessi e con gli altri. Infatti la mediazione umanistica attiva un dialogo con se stessi e così la scrittura introspettiva crea un doppio, crea uno specchio, un dialogo per conoscersi e “andare a frugare in qualche angolo”. La mediazione è trasformativa: crea un cerchio magico in cui tutto cambia.

Dopo la presentazione delle partecipanti, anche questa volta tutte donne, si entra nel vivo
del linguaggio della Mediazione Umanistica, un linguaggio che non sappiamo di avere, come una lingua morta da riscoprire: il linguaggio del cuore.
il primo esercizio di scrittura serve per conoscersi reciprocamente a questo segue una lunga condivisione degli scritti durante la quale Marisa restituisce ad ogni partecipante, con una modalità a specchio, il suo sentire rispetto alle scritture prodotte.
Dopo la lettura di brani da alcuni testi Marisa fa alcune considerazioni:

  • è possibile riconciliarsi con noi stessi attraverso la scrittura in quanto la scrittura rende più precisa e ordinata la percezione dell’informe, del caos, del conflitto, creando armonia là dove c’è contraddizione;
  • è importante non fidarsi mai di ciò che è troppo visibile, sotto il sole;
  • è necessario dare spazio a quel “me” che ha bisogno di raccontarsi, un me vivo, umano, corporeo, vitale.

Segue un altro esercizio di scrittura che Marisa restituisce a ciascuno con la particolare modalità “a specchio” elaborata da J. Morineau. Emozioni, immagini profonde, associazioni, intuizioni, questioni di fondo colte dal conduttore e restituite per ulteriormente inoltrarsi oltre il visibile nelle ombre della storia di vita di ognuna delle partecipanti.
Marisa racconta a questo punto quale è la storia di J. Morineau per farla conoscere meglio alle partecipanti e far capire da dove viene la visione di una filosofia femminile, e come è stata concepita la figura del mediatore umanistico che deve svuotarsi di se stesso per riempirsi dell’altro.

La mattina successiva si entra nel cuore della mediazione umanistica in cui Il conflitto si risolve solo quando si passa dallo stadio delle emozioni a quello dei valori.
La Mediazione Umanistica è come una forma di educazione attraverso l’umiltà della terra e in cui si ritrovano le radici “femminili” della Mediazione Umanistica. una filosofia mistica radicata nella terra.
Si esamina la figura del mediatore: chi è e che cosa fa, anzi non fa, e per entrare meglio in questa figura Marisa propone al gruppo un esercizio “Gioco dell’oggetto mediatore”
Dall’esercizio emergono alcune parole chiave: libertà, tradimento, inadeguatezza, lotta, ricerca, mistero
Si entra così nel cuore dell’approccio di Jacqueline Morineau: la mediazione del conflitto sperimentando e simulando una sessione di Mediazione Umanistica che prende quasi tutto il pomeriggio. Al termine si chiede a ciascuno di rendere al gruppo un breve feedback dell’esperienza vissuta e per concludere la giornata Marisa legge alcuni passi del libro di Salvatore Natoli “L’edificazione di sé. Istruzioni sulla vita interiore”.

La mattina di domenica inizia con un esercizio di verticalità: un momento di rilassamento tutte in cerchio e di contatto con le radici della terra e con l’energia del cielo.
Marisa, poi, ancora una volta riporta l’attenzione sul punto centrale del lavoro del seminario: lo sviluppo della capacità di “vedere con il cuore”. Gli occhi ci possono ingannare, solo guardandosi dentro, ascoltandosi, sentendo con il cuore la gratitudine della vita, perché siamo qui ora, possiamo giungere a nuove rivelazioni su noi stessi.
L’esercizio proposto questa volte è un esercizio di scrittura a coppie seguito da una scrittura introspettiva si 10 minuti per riflettere su quello che è successo dentro di noi.
Per concludere prima di salutarci, ognuno lascia una “Parola Talismano” che sintetizza l’esperienza dei questi del seminario:
Scoperta, Onda, Cuore, Forza, Condivisione, Espressione, Grazie.

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