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La narrazione nei territori di cura
Seminario a cura di Sandro Spinsanti – 4-6 ottobre 2013
Report di Lucia Portis

Venerdì pomeriggio
Passeggiando per i territori di Cura
Iniziamo con un giro di presentazioni e aspettative, i e le partecipanti arrivano da background ed esperienze diverse, alcuni hanno già avuto a che fare con la medicina narrativa, altri ne hanno soltanto sentito parlare.
Le parole chiave evocate durante il giro di presentazione sono “risignificazione”, “umanizzazione della cure”, “resilienza” e “autoriflessione”.
Sandro Spinsanti introduce il seminario spiegando che all’interno della medicina narrativa ci sono cose e metodi diversi.
In particolar modo il seminario verterà su 3 diverse accezioni:
la letteratura, l’esperienza della cura e della guarigione attraverso la letteratura;
i misery report, le narrazioni del dolore, trasformare le esperienza dolorose in scrittura;
la narrative based medicine o care, come si pratica la cura con l’utilizzo delle pratiche narrative.
Noi percorreremo tutte e tre queste dimensioni.
A questo punto il dott. Spinsanti affronta la questione del significato della cura.
Vengono evocati due miti, quello di Janus e quello di Terminus.
Janus è il dio dei passaggi e del divenire, degli inizi e della continuità, Teminus è il protettore della proprietà dove i confini sono invalicabili.
Per i devoti di Terminus la salute e la malattia sono due territori separati che si escludono a vicenda e le pratiche hanno a che fare con i “sacerdoti” (i professionisti della cura). Il trattamento ideale è la “restitutio ad integrum”, chi gestisce la cura prende le decisioni fino ad arrivare ad un’escalation che ha portato alla medicina difensiva, il paziente in quel caso diventa il nemico da cui difendersi.
Per i devoti di Janus invece salute e malattia sono due stati interconnessi, la gestione del potere cambia e la relazione con i pazienti diventa dialogica.
Il modello dialogico ha bisogno di narrazione poiché la narrazione è una strategia per il cambiamento.
Terminiamo il pomeriggio con una discussione sulla formazione di base dei professionisti della cura e su quanto questa sia ancora oggi lontana da un modello dialogico.

Sabato mattina
I racconti del dolore
La mattina di sabato iniziamo il nostro incontro con una lezione su Medicina e letteratura.
Ciò che possiamo conoscere attraverso la letteratura è importante per la medicina.
Le conoscenze mediche possono contribuire alla costruzione del testo letterario e le rappresentazioni letterarie ci fanno entrare nel mondo sanitario in un modo diverso.
I testi letterari possono costituire una cura e sono strumenti che ci aiutano a dissezionare e ricostruire i percorsi di cura, ci fanno prendere posizione e ci aprono altri orizzonti.
A questo punto Spinsanti ci legge un brano da “La morte di Ivan Il’ic” di Tolstoj e noi scriviamo le associazione e risonanze rispetto al quello che abbiamo sentito.
In seguito facciamo un giro di riflessioni su quello che abbiamo scritto ed emergono i seguenti temi:
La menzogna nelle relazioni con un malato terminale
La solitudine del malato
La notizia della malattia e della morte che ci fa vedere le cose in modo diverso
Concludiamo dicendo che la narrazione ci aiuta ad andare verso la soggettività dell’altro.

Sabato pomeriggio
Iniziamo il pomeriggio con una lezione sui Misery reports ossia i racconti della sofferenza ad opera dei pazienti. Tra questi troviamo scrittori importanti come Forrest “Tutti tranne uno” o Terzani “Un altro giro di giostra”.
I significati di questa scrittura sono molteplici:
lasciare una traccia
sopravvivere spiritualmente
dare libero sfogo emozioni
riposizionarsi nel mondo
scoprire pezzi di sé
Adesso passiamo ad un secondo lavoro di scrittura:
un racconto di cura che ci ha divertito
Chiudiamo dicendo che a volte è l’ironia ci aiuta a riflettere e a distanziarci dagli accadimenti.

Domenica mattina
La narrazione come buona pratica di cura
Iniziamo con una lezione sulla narrazione come pratica di cura.
All’interno della medicina nasce un movimento che mette in dubbio certa “scientificità” della medicina.
Evidence based medicine (EBM): la medicina basata sulle prove di efficacia, è una gran cosa ma può essere insidiosa perché può essere molto rigida e le persone scompaiono dietro il peso della scienza.
Per controbilanciare la EBM nasce la narrative based medicine (NBM) la cui finalità è sviluppare la capacità di raccontare le storie e le esperienze di cui i medici e i sanitari sono testimoni quotidianamente.
L’ascolto è un elemento importante presente nel codice deontologico degli infermieri ma non in quello dei medico.
Diversi tipi di ascolto: quello a valenza filantropica, quello diagnostico e quello etico.
Occorre trasformare il modello relazionale medico-paziente e la decisione del medico deve tener conto delle scelte del paziente.
Facciamo infine una carrellata di progetti di cui sono a conoscenza i e le partecipanti e chiudiamo con un giro di valutazione sul percorso.

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