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2-4 maggio 2014
Seminario condotto da Ada Ascari e Mirko Tavosanis
Autobiografie digitali, come la scrittura di sé si rende multiforme
tutor Elena Manenti

Venerdì 2 Maggio 2014

@Twittiamo in 140 caratteri
Tutti intorno ai nostri tavoli rotondi nel salone della Meridiana cerchiamo la mitica “connessione” e piano piano arriva… uno dopo l’altro ci inseriamo nella tela planetaria che ormai avvolge le nostre vite. Siamo in rete!
Si inizia.
Ada emozionata dà il benvenuto a tutti. Presenta i temi che verranno affrontati in questi giorni, e il docente che condurrà la giornata di sabato portando un contributo di riflessione teorica sulle nuove forme di scrittura di sé presenti in rete e i linguaggi specifici del web. Mirko Tavosanis è ricercatore di linguistica italiana all’Università degli Studi di Pisa, appassionato del rapporto tra linguaggio e scrittura, e… di viaggi in treno. Ci racconterà infatti di un suggestivo ed esotico viaggio lungo le vie della transiberiana da cui è nato il suo primo e-book.

Ada mostra la sua pagina di Twitter con tutte le persone del gruppo che hanno aperto un account e chiede di:
Scrivere una brevissima presentazione in 140 caratteri.
Si sente il ticchettio dei tasti.. mentre tutti si raccontano in 140 caratteri (più o meno).

#La scrittura in rete. Accortezze
Nella rete rimane scritto tutto e per sempre, pertanto è importante tener conto di questo aspetto quando scriviamo di noi e degli altri o pubblichiamo delle foto o ci esponiamo con delle riflessioni.
I lettori possibili sono molteplici e spesso insospettabili, le scritture possono essere copiate, inoltrate, diffuse a nostra insaputa anche in tempi diversi. È importante raccontarci attraverso i nuovi mezzi proposti dalla rete ma è altrettanto importante usare misura e attenzione nello svelarci per tutelarci da possibili e facili fraintendimenti.

Il dono della sintesi per gli scrittori della rete è un bagaglio leggero ma essenziale…. In rete bisogna imparare a scrivere con precisione e puntualità perché chi frequenta la rete non è abituato a leggere molto. Quando si legge in rete si scorre sulla pagina con rapidità e le notizie devono essere immediatamente accessibili, chiare. Il lettore deve sapere subito di cosa stiamo scrivendo. È possibile avere e mantenere l’attenzione di chi entra nella pagina web solo se scriviamo chiaramente e senza troppe digressioni. Il focus di ciò che vogliamo comunicare deve essere messo in evidenza subito.

Frammentazione della scrittura e importanza dei titoli…
In ogni scritto deve essere inserito un titolo che indichi chiaramente il contenuto dell’articolo. Scrivere in rete significa essere flessibili e disponibili ad una doppia capriola: quando scrivo per la carta stampata posso essere analitico e costruire con lentezza il mio discorso mentre il web richiede incisività, arrivare subito al punto e lasciare i dettagli alla fine. Organizzare il testo per permettere letture senza indugi. Non abbiamo tempo da perdere! 🙂

Autobiografie in rete
È possibile pubblicare la propria autobiografia in rete in forma anonima, in modo sintetico e suddividendola in momenti di senso su un proprio sito. La scrittura in rete è così molto più fruibile. Ada ci mostra ad esempio il sito dove ha pubblicato la propria autobiografia riformulata in questo senso.

A questo punto ci viene proposto un esercizio:
Leggere un articolo distribuito a tutti i partecipanti e farne una sintesi da destinare alla pubblicazione in rete.

Dopo il momento di lettura e scrittura individuale i testi vengono condivisi e commentati da Ada. Per ogni scritto viene individuata una parola chiave che indica la prospettiva in cui l’articolo è stato riformulato.

Leggiamo poi i titoli delle sintesi fatte.
Ora riscriviamo l’articolo da un altro punto di vista.
Ci salutiamo di nuovo in 140 caratteri e ci diamo l’appuntamento a domani con Mirko Tavosanis.

Sabato 3 Maggio 2014
Ada presenta Mirko Tavosanis, ricercatore in Linguistica Italiana all’Università di Pisa. Ha iniziato come studioso di storia della grammatica italiana e dell’editoria del ‘500 e ora i suoi interessi vertono principalmente sul rapporto linguaggio-scrittura e sui linguaggi del web. È Direttore del Consorzio ICoN per l’insegnamento della lingua italiana nel mondo via web.
(http://www.italicon.it/it/index.asp – http://notizie.italicon.it/)
Ha scritto:

M. Tavosanis e Marco Gasperetti, Comunicare, Edito Apogeo, 2004
M. Tavosanis, L’italiano del web, Edito Carrocci, Roma, 2011

Esiste un linguaggio proprio del web? E se si come si manifesta?
Il linguaggio presente nei blog è contratto, si usano puntini al posto della punteggiatura, simboli al posto di parole. Ha due fattori importanti:
1. Espressività grafica
– scrittura logografica o endofasica (6 per sei, x per per… sconosciuta all’antichità)
– abbreviazioni (sn al posto di sono, tnt al posto di tanto, cmq al posto di comunque, abb al posto di abbiamo, pom al posto di pomeriggio ed esistono solo nello scritto non nel parlato). Tendenza secolare ad abbreviare per fare meno fatica.
– variazioni grafiche espressive (k al posto di ch, o k al posto della c..)
2. Aggancio a livelli di lingua non standard
In particolare si identificavano facilmente:
– italiano neo standard (uso dei pronomi)
– componente locale (italiano regionale, dialetti, ect.)
– apporto del parlato (bè, ect.)
Le abbreviazioni sono delle variazioni ortografiche al di sotto della lingua parlata. È’ una moda, uno strato sottilissimo che non cambia la sostanza della lingua.
Variazione diamesica: Il linguaggio varia secondo il mezzo di comunicazione. Alcune differenze tra scritto e parlato sono radicali: il ritmo e il tono della voce non sono permessi dallo scritto. Lo scritto ha una maggiore formalità e permette una maggiore pianificazione. La comunicazione elettronica ha cambiato la scrittura e si è avvicinata di più al parlato (accoglie tratti del parlato e li mette nella scrittura) anche se rimane una comunicazione scritta. Non può far uso del ritmo, ma può far uso della distinzione tra maiuscole e minuscole..
– parlato-recitando: testo parlato sulla base della scrittura (testo teatrale)
– parlato-parlato

Quello del web è uno scritto “trasmesso"?
Lo scritto ha dei vincoli (come per un tweet che non può avere più di 140 caratteri) ma allo stesso tempo se una persona sta “parlando” (attraverso la scrittura) con un amico in rete in tempo reale farà riferimento implicitamente a delle conoscenze comuni, come in una conversazione effettiva e allora vediamo che la scrittura ancora di più assume le caratteristiche del parlato.
Nella scrittura giornalistica on line il linguaggio cambia perché è veicolato da un mezzo differente e così cambia anche la tecnica di scrittura.
L’ipertesto è un testo con collegamenti ipertestuali cioè link che rimandano ad altri testi predeterminati.
Wikipedia è un ipertesto. Nel 1998 è nato Google, motore di ricerca che funziona molto bene pertanto gli ipertesti si usano meno.
Gli emoticon -o faccine- sono immagini realizzate con segni di punteggiatura, ci possono essere anche emoticon alla giapponese, meno usati da noi: *_* ^.^ (due occhi chiusi e bocca chiusa) oppure quelli classici : 🙂 ;-| 🙁
Gli emoticon sono usati di più dalle ragazze, dieci volte più che dai maschi. Gli adulti scrivono di meno e usano meno faccine e tratti espressivi dei ragazzi. In genere terminati gli studi crolla l’uso delle faccine.
I programmi di messaggistica usano molto le faccine:
La faccina permette l’interpretazione del testo o rafforza (dà il tono al testo che manca). L’italiano non permette di distinguere se non viene precisato con delle parole. Le faccine servono a rendere ambiguo un testo.
Usare le faccine in un romanzo? Bella domanda! ci si potrebbe provare.
Sfatiamo un mito! L’italiano digitato non è una variabile dell’italiano. L’italiano parlato, colloquiale nel web diventa una lingua scritta ma non si può parlare di “lingua digitale”.

Con un esempio da un testo preso in un Blog (dai commenti del blog di Grillo) notiamo riguardo alla punteggiatura che: non c’è spazio dopo la virgola, non c’è maiuscola dopo il punto, vengono usate abbreviazioni, le parentesi sono usate in modo errato. Si tratta di "errori" formali non linguistici.
Il blog (web-log: traccia web) è diventato una sorta di diario. È un sito web "pronto" che serve per pubblicare propri testi strutturato in post: dai più recenti ai più vecchi. Quindi è organizzato in senso anti cronologico. I post più vecchi poi tendono a scomparire, vengono coperti da quelli nuovi. Ogni post ha la possibilità di essere commentato. È nato come diario di lavoro per mantenere contatti e tracce di lavoro, ora è usato come un diario personale.
È possibile iscriversi a un blog e ricevere gli aggiornamenti o lasciare dei commenti. Può essere un blog aperto o chiuso e allora chi vuole scrivere deve essere invitato ad inserirsi nel blog (diventa autore). L’amministratore è invece colui che ha creato il blog e può apporre delle modifiche, cancellare dei commenti o invitare nuove persone.
Per creare un blog personale posso andare su di un sito apposito: www.blogger.com
In Italia i Blog nel 2011 erano circa 50.000, quindi non è un fenomeno esteso.
I blog possono essere suddivisi in due tipologie:
1. Blog personale (diario): informazioni sulla vita delle persone. Oggi sono prevalentemente di taglio letterario (sono circa il 30%)
2. Blog tematico: recensioni libri, commenti ad articoli. Di taglio giornalistico (sono circa il 70%)
Di solito la scrittura nei post è più curata, nei commenti invece è più informale.
Facebook ha assorbito tutti i blog più informali Le persone che prima scrivevano su blog informali ora scrivono sul loro profilo Facebook.
Privacy nei Blog (cautela!).
TAG: ad ogni post possono essere associati dei tag (etichette) che permettono di recuperare tutti i post che sono stati "marcati" con quel tag (cioè che parlano dello stesso argomento). Sono delle parole chiave che è possibile abbinare ad un post.

*-*EBOOK*-*
Cosa si intende per eBook? Si intende un file (testo, documento, libro) che è possibile leggere con un eReader.
L’eReader è uno strumento per la lettura. Qualsiasi file di testo può essere trasformato in un eBook. L’eReader è il Kindle della Amazon, ma anche l’iPad della Apple o qualsiasi altro dispositivo in grado di leggere un eBook (anche un telefonino)
Vanno bene per la lettura in sequenza ma sono scomodi per la lettura o lo studio non continuo (la carta è migliore per la lettura di manuali o guide turistiche ad esempio).
Va bene per leggere un romanzo dalla prima parola all’ultima ma non permette di saltare agilmente da un punto all’altro o di tenere la posizione con un semplice dito..
L’eBook mi proietta indietro nell’era del rotolo… molto difficile saltare da un punto all’altro e utilizzarli per lo studio o ricerca.

Molti tablet e telefoni posso essere utilizzati come lettori di eBook.
Esistono anche dispositivi dedicati che usano inchiostro elettronico (eInk), hanno il vantaggio che la batteria dura molto. Sono in bianco e nero e non permettono di presentare animazioni. In entrambi i casi la navigazione è difficile, ma l’esperienza di lettura lineare funziona benissimo.
Ecosistema: il prodotto di maggior successo non è il singolo prodotto ma la rete che ci sta intorno. Amazon si è creata una struttura in cui vende eBook che è possibile leggere solo con lettori specifici. Le persone sono vincolate perché hanno già archivi di materiale.
Forbes stima che fino alla fine del 2013 siano stati venduti 43,7 milioni di Kindle, di cui 30 milioni ancora oggi in uso. Per ogni Kindle in uso vengono comprati in media dieci eBook l’anno.
Apple (iBooks)e Google (GooglePlay) hanno dei dispositivi concorrenti come lettori ma meno fortunati. La gestione dei diritti avviene attraverso Adobe Digital Editions DRM che non permettono il passaggio da un device all’altro.
EPUB, Mobi, Azw, ma anche Word e PDF sono i formati usati per eBook, anche se hanno diverse caratteristiche.
Registrandosi su Amazon ci possono vendere i propri eBook direttamente con una grande facilità (così come sul proprio sito o sul proprio blog).

I file PDF non sono eBook, perché sono ad impaginazione fissa.

EPUB è un formato di impaginazione mobile il file non ha impostazioni predefinite per la pagina – la dimensione della pagina può variare a seconda del programma o del dispositivo. Non permette molti giochi di impaginazione ma si adatta bene a molti tipi di dispositivi (dal telefono al computer).

§§§§Editoria Digitale§§§§
Permette una distribuzione di un testo in modo differente rispetto alla distribuzione tradizionale. La maggior parte dei libri su Kindle sono autoprodotti. È un settore in massima espansione. Una persona può scrivere un testo (un libro), impaginarlo, convertirlo in un formato compatibile con la maggioranza degli e-Reader, e metterlo in vendita autonomamente su alcuni siti web (come Amazon) in totale autonomia senza dover ricorre alle strutture dell’editoria e della distribuzione tradizionale.
L’eBook va bene per romanzi e letture lineari. È ancora un prodotto di nicchia, usato tra i lettori “forti”.
In questo modo artigianale però non si può prevedere come verrà impaginato il prodotto finale sul lettore, per avere la sicurezza di un prodotto di qualità occorre ricorrere a professionisti che conoscono il linguaggio che sta alle spalle.
Ada introduce gli eBook presenti sul sito della LUA (percorso Mimesis) e i libri della LUA prodotti in questo formato.
Piattaforme di selfpublishing:

  • Il miolibro.it
  • Lulu.com
  • Youcanprint.it
  • Simplicissimus
  • Amazon

Domenica 4 Maggio 2014

E BLOG SIA!
Oggi proviamo a vedere come funziona la piattaforma BLOGSPOT.
Ada richiama l’attenzione alla correzione della scrittura:
– l’attenzione all’ortografia anche quando si scrive in Twitter o Facebook
– E maiuscola accentata in modo corretto (È).
– usare il formato a bandiera sinistra non il giustificato (visualizza caratteri nascosti e se ne vedono due di puntini toglierne uno)
– non usare il sottolineato in rete (perché il sottolineato è un link) meglio un corsivo o un grassetto
Vediamo il BLOG del gruppo di ricerca poesia e fragilità realizzato seduta stante sul sito e tutti le operazioni da fare per creare un nostro blog.
Ogni blog si compone di due parti
Front: è ciò che vede il visitatore
Back: è ciò che vede l’amministratore e che serve per fare delle modifiche o inserire testi e immagini.
Il seminario si conclude con un breve momento di riflessione condivisa su come ognuno dei partecipanti ha intenzione di mettere a frutto gli apprendimenti maturati in questi giorni.

Cosa voglio fare di quello che ho imparato in questo seminario?

Dopo un ultimo giro di riflessioni e progetti futuri ci salutiamo tra sorrisi, strette di mano, abbracci, propositi e ringraziamenti calorosi e affettuosi…

…alla Nostra Ada…
un grazie @@@Specialissimo@@@

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