- Report Seminari e Corsi -
28-30 novembre 2014

I gruppi e la conduzione in ambito autobiografico: problemi, dinamiche, leadership.
Apporti autobiografici e valorizzazione della narrazione di sé nei contesti di gruppo.


Seminario a cura di Giorgio Macario
report di Renato Padovani

Venerdì ore 15, a Palazzo Testi entrano: una farfalla, un temporale estivo, un camaleonte, un’acrobata, un uomo con la valigia, alcune vignette da mettere in ordine, una botte, un sole che sorge, un viandante con zaino e sassi colorati, una marmotta, una viaggiatrice, acqua-terra-fuoco, una scultura, un ospite, un passerotto, una nuvola, una bussola, un asino che ha bisogno di tempo, un pesce di nome venezia e una trottola. In totale: 271.
“ … cheee? 271 persone a Palazzo Testi? … ma se …”

Calma! Calma! Ora vi sarà modo di intendere il tutto. Voi comprenderete – ne sono certo – che parlare di scrittura autobiografica (o peggio ancora, pensare di coinvolgere incolpevoli terze persone) senza prima averne fatto lunga e profonda pratica personale, sia un controsenso, un paradosso. Insomma: una cosa che non si fa! Allo stesso modo, un seminario che avvicini, fino quasi a congiungere, le dimensioni di gruppo e della scrittura autobiografica non ha da farsi se difetta di una delle due componenti fondamentali. E’ così che ognuna e ognuno dei 20 partecipanti ha portato con sé tutte quelle persone – appartenenti ai rispettivi contesti di provenienza territoriale, professionale e sociale – cui poteva essere diretta una concreta proposta di coinvolgimento e crescita nella sensibilità e nelle attività autobiografiche. Il seminario si è svolto senza soluzione di continuità: un ininterrotto alternarsi tra le dimensioni personale e quelle professionali, tra quelle intime e le sociali, tra momenti individuali e situazioni di gruppo. Esperienza e riflessione.

Non si è trattato solamente di seguire con attenzione lo svilupparsi delle pratiche proposte da Giorgio Macario (curatore del seminario): dall’originale “una mare autobiografico”, ai passaggi attraverso le “tonalità emotive in ambito professionale”; dai “confini tra la dimensione personale e quella professionale”, fino al “ritrovare le domande di fondo”. Oppure nel farsi coinvolgere nell’appassionante esercitazione “Birds of a feather flock together” (… sì, lo so che la traduzione è più o meno “uccelli della stessa piuma fanno gregge insieme” … e che uccelli e gregge non andrebbero bene in questa frase … e che se lo titolava “chi si assomiglia si piglia” voleva dire quasi la stessa cosa … e che … e che … oh, insomma! … una ragione c’era! … al prossimo seminario potrete rendervene conto in prima persona … se ci starete in aula tra le 271 …). Dunque.
Non si trattava solo di farsi accompagnare dalle pratiche di scrittura proposte, ma anche di seguire con attenzione le mirabili metamorfosi di un gruppo in azione e riflessione, nel continuo alternarsi di prassi-teoria-prassi, e soprattutto nel moltiplicarsi delle presenze nell’aula!

Già, io lo so che questa cosa – forse – non l’avete ancora potuta comprendere appieno. Ma la responsabilità è soltanto mia: non mi sono fatto intendere a dovere. Il fatto è che non è mica semplice! Insomma, venti persone attorno a un tavolo a ferro di cavallo, e il curatore del seminario che accompagna l’intera aula attraverso le esercitazioni via via proposte e … puf! … tu vedi che ognuna di quelle persone scrive di sé, delle proprie emozioni, delle esperienze, ma allo stesso tempo si rivolge non solo a chi è presente a Palazzo Testi, in quegli istanti, ma anche a tutte e tutti coloro che, nei propri territori di provenienza e contesti professionali e culturali, potranno presto beneficiare delle pratiche di scrittura autobiografica. Ma non di quelle lette nei freddi e distaccati manuali, nei bignami, nelle sintesi pre- masticate, bensì pratiche di cui si è fatta esperienza diretta e personale, i cui sussulti emotivi hanno attraversato dalla penna al cuore, dal foglio di carta alla pelle – una a una – le venti persone presenti in aula. Sensibilità autobiografica.

Domenica – ore 13 – escono da Palazzo Testi: una cavalla che scalpita, una fiamma che brucia, un viaggio, una casa che accoglie, un campo con alberi, un arcobaleno, un nuovo inizio, una barchetta, un pesce colorato, un’altalena, una terrazza panoramica, uno slancio vitale, una casa con finestre aperte, meno petrolio sulle ali, un aquilone, un albero, un bambino curioso, e anche un boh! … no, dico … e poi si vorrebbe mettere in discussione la potenza trasformatrice della scrittura!

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