RECENSORE: Maria Luisa Pozzi, .

Titolo: Il gioco dei contrari. Esplorare ciò che di contrapposto c'è in noi

Autore: Ada Ascari

Editore: youcanprint (Lecce)

Collana: Miscellanea

Anno edizione: 2012

Pagine: 80

ISBN: 978-8867515516

Argomenti: autobiografia, donne, scrittura

Consigliato da Maria Luisa Pozzi

Un libretto smilzo, ma prezioso, per chi conduce laboratori di scrittura autobiografica. Adatto a un secondo livello e oltre.
Ada ci propone una serie di binomi: leggero-pesante, ordine-disordine e tanto ancora. Poi ci chiama a riflettere su oggetti, tempi e parole.
Ad esempio: nel binomio leggero-pesante, quali sono gli oggetti leggeri? E quelli pesanti? Quali i tempi leggeri e quelli pesanti? E le parole leggere e quelle pesanti?
Con queste sue domande Ada ci spiazza e ci obbliga a seguire una riflessione diversa di quella temporale alla quale una scrittura di tipo autobiografico ci aveva abituato. Le parole ci guidano verso gli angoli più nascosti della memoria e richiamano alla mente modalità di essere o eventi del passato che stavano annidati da qualche parte inesplorata.
All’inizio, in punta di piedi, Ada ci guida verso il tema proponendoci una poesia, un quadro, un episodio mitologico o anche una storiella presa da Internet , testi ovviamente attinenti al tema che verrà affrontato.
Poi chiede una riflessione o un ricordo che, nel percorso proposto, dovrà essere sintetizzato in un breve testo poetico nel formato del petit-onze, composto di undici parole, in questa sequenza: 1, 2,3, 4, 1.
Un esempio tratto dal binomio ordine-disordine:

Grucce
Ben ordinare
Sulle loro spalle
Reggono indifferenti gli anni
Fuggenti

La sintesi poetica obbliga ad arrivare al cuore della riflessione rivelando all’autore stesso emozioni o sentimenti che, forse, aspettavano da qualche parte in attesa di farsi parole.

Ecco un esempio, tratto dal binomio ricordo-dimenticanza, per chiarire le due fasi del lavoro portato avanti nel laboratorio.
Fase petit-onze:
La
pagina bianca
si trasforma in
pagina scritta umida di
lacrime

Fase seconda: testo di accompagnamento al petit-onze:
Preferisco ricordare che dimenticare, i ricordi muti mi hanno accompagnato per tanti anni, ero io che ascoltavo i miei racconti, non avevo voce allora per tirarli fuori. Poi, tardi, ma non troppo, é arrivato il dono della scrittura ed ho riempito pagine di ricordi, e come nel ‘petit-onze’, qualcuno si è bagnato delle mie lacrime, ma meglio, molto meglio ricordare e piangere che essere muta e dimenticare (…)

Un bel lavoro, vero? Che ci può servire come lettura per una nostra riflessione personale o come stimolo per un nostro laboratorio.

Il libro è reperibile sia in formato cartaceo che in eBook
formato cartaceo: Libreria UnilibroYouCanPrint
formato eBook: Ultima BooksAppleStoreAmazon (formato Kindle)

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