Autore: Marisa Brugna
Titolo e sottotitolo: Memoria negata – Crescere in un Centro Raccolta Profughi per Esuli giuliani
Edito da: Editore Condaghes
luogo di pubblicazione: Cagliari
anno di pubblicazione: 2002
Dimensioni:
Numero di pagine: 296 pagine
ISBN: 88-7356-010-5
Prezzo: € 15,00
Uno dei tanti episodi dimenticati della storia italiana è l‘esodo delle popolazioni giuliano-dalmate iniziato nel 1947, dopo la firma del Trattato di Parigi che cambiò i confini del nord-est dell‘Italia. Una vicenda che ha coinvolto anche la Sardegna, in particolare la borgata di Fertilia, dove un numeroso gruppo di esuli trovò ospitalità, ricostruendosi una nuova e libera esistenza. Tra questi anche Marisa Brugna, che nel suo libro “La memoria negata” (Edizioni Condaghes) racconta la sua esperienza di esule istriana. A partire dal 1949, quando a sette anni, insieme alla sua famiglia, dovette abbandonare Orsera, un piccolo paese tra Rovigno e Parenzo, arrivando in Sardegna nel 1959, dopo aver trascorso dieci anni all’interno di un Centro di raccolta profughi per esuli giuliani.

Marisa Brugna , nata nel 1942, a lungo maestra ad Anela, in Sardegna ha trovato l’amore, il lavoro che tanto desiderava. Aveva solo sette anni quando, nel 1949, insieme alla sua famiglia, è stata costretta ad abbandonare in tutta fretta la piccola Orsera, arrivando in Sardegna nel 1959 dopo aver trascorso la fanciullezza e l’adolescenza in un campo profughi in Toscana. A Fertilia si è costruta una famiglia, ma non ha mai dimenticato il suo passato di profuga. “Mio padre era un uomo estroverso: quando arrivò nel campo profughi smise per sempre di ridere”

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