RECENSORE: Carmine Lazzarini, .

Titolo: Il Grande Lucernario. La lezione di Umberto Veronesi e la nuova porta per la cura

Autore: Maria Giovanna Luini

Editore: Mondadori (Milano)

Collana: Soggettive

Anno edizione: 2018

Pagine: 227

ISBN: 978-8804685876

Argomenti: biografie e autobiografie, medicina, clinica e medicina interna, oncologia, malattie e disturbi

Recensione di Carmine Lazzarini

Senologa, chirurgo di altissima specializzazione, collaboratrice per sedici anni di Umberto Veronesi presso l’IEO (uno dei vertici della medicina mondiale), Maria Giovanna Gatti (coniugata Luini),  propone, in questa sua autobiografia, un approccio integrato alla cura e alla medicina, ma anche alla relazione medico-paziente, la prima grande cura.

Un approccio, che sappia conciliare le più avanzate ricerche in campo oncologico, radiologico, chirurgico, farmacologico, con alcune metodiche di cura, che la sapienza orientale suggerisce per sfruttare tutta l’energia che ogni soggetto possiede in vista di un recupero pieno di se stessi e quindi della salute. Una proposta di medicina, non alternativa, perché la scienza medica è una, ma più complessiva, olistica, integrata dunque. Una medicina che sappia parlare di malattia e di salute, di autocoscienza e di emozioni, del piacere di vivere e anche di come affrontare il dolore e la morte. Ad esempio scrive: “non osservo pezzi di corpo, mi metto in relazione con la globalità complessa di ogni individuo… In visita, per usare termini concreti, si parla molto (anche) di sesso… Sbaglia chi crede che le donne operate abbiano altro a cui pensare e il sesso non importi più”.
Molte pagine sono dedicate direttamente al “grande lucernario” (una definizione che sa di antico, di calore di vecchie case piene di memorie): Umberto Veronesi, un maestro, che traccia la strada sul piano scientifico e su quello del rapporto con collaboratori e pazienti. Ripeteva: “E’ facile togliere un tumore dal corpo, difficilissimo toglierlo dalla mente”. Un maestro grande anche perché spinse chi lavorava al suo fianco a seguire la propria personale strada alla cura e alla vita.
Dato che parlando di tumore si affacciano inevitabilmente fantasmi di morte, portatori di rimpianti e accuse, sensi di colpa e rancori nascosti, il testo si conclude con un capitolo sul “perdono”, un passaggio obbligato per la guarigione. “perdono è una cura enorme, è rilascio di energie, è spezzare catene micidiali che bloccano l’evoluzione. Luce e perdono: si perdona per se stessi, per andare avanti liberi e sani… Non stiamo parlando di spiritualità e religione, è salute psicofisica… La vita è meravigliosa per le prove che propone, e i migliori maestri sono i presunti nemici”.

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