RECENSORE: Carmine Lazzarini, .

Titolo: La via della bellezza.

Autore: Vito Mancuso

Editore: Garzanti Libri (Milano)

Collana: Saggi

Anno edizione: 2018

Pagine: 204

ISBN: 978-8811675716

Argomenti: religione e spiritualità, teologia e filosofia delle religioni, società e scienze sociali, filosofia

di Vito Mancuso


La bordata più forte, di fronte alle manifestazioni di “arte contemporanea”, da Vito Mancuso viene sparata citando Stockhausen, quando affermava, che la più grande opera d’arte mai esistita in tutto il mondo era l’attentato alle Torri gemelle dell’11 settembre 2001, dove si concretizzano i criteri che presiedono la performance artistica degli ultimi decenni: lo “choc percettivo”, la “distruzione dei simboli  sociali”, la capacità di raggiungere una platea non solo ampia ma “planetaria”. Per questo decisamente ne nega la valenza estetica: forme di comunicazione innovative sì, arte no. Riportando pagine di diario stese durante la visita ad una importante rassegna d’arte contemporanea, cita una serie di “aberrazioni”, di fronte alle quali il pubblico non raggiunge mai quell’attenzione riverente, quella soddisfazione interiore, che nasce dalla grande arte classica o romantica.
Il testo di Vito Mancuso può essere l’emblema di una concezione inattuale, anche “reazionaria”, dell’arte, teso com’è ad esaltare la “bellezza”, “l’armonia”, l’eticità del prodotto artistico con un fine salvifico, la “verità”. La sua proposta evita in realtà di cadere in una visione “oleografica” del bello, avvicinandosi ad una concezione, che definisce “ottimismo tragico”: “La regola prima del reale non è la chiarezza del logos e l’ordine che ne consegue”, ma “l’impasto persistente di logos e caos, costruzione e distruzione di relazioni e sistemi, nella dialettica mai definitivamente composta di polemos e di armonia, di entropia e di negentropia. A causa di questa condizione strutturalmente caotica dell’essere, la bellezza, che è “splendore del vero”, non può che rispecchiare a sua volta il caos”.
Ogni opera d’arte, se è veramente tale, opera una “trasfigurazione” del reale, ma portando con sé un elemento drammatico, che la avvicina sempre al dissolvimento. Comunica non il puro piacere estetico, ma anche una componete “dolorosa”, per certi versi “tragica”, della realtà, dell’uomo, della storia. “Solo se si accetta di fare i conti con il problema del male e della radicale ingiustizia che esso produce, la ricerca della bellezza non si traduce in una fuga solitaria e un po’ elitaria dalla realtà”.

COME ASSOCIARSI

Diventa socio della Libera Università dell’Autobiografia
di Anghiari!

Una comunità di scrittori e scrittrici di sé e per gli altri.

Sostieni la LUA e scopri tutti i vantaggi di essere socio:

CONTATTI LUA
  • Piazza del Popolo, 5
    52031 Anghiari (AR)
  • (+39) 0575 788847
  • (+39) 0575 788847
  • segreteria@lua.it