Recensione di Carmine Lazzarini


Autobiografia come ricerca, cammino verso un altrove mai trovato, di una densità straordinaria. “Chi è la Julia Kristeva di cui stiamo parlando?… la clinica psicoanalitica mi ha insegnato che le autobiografie mentono e le biografie alterano. Preferirei piuttosto che questo libro fosse un ‘diario di bordo’ che guida e illumina il viaggio. Ed è questa la ragione per la quale ho accettato un progetto editoriale a due voci e quattro mani”. Una storia personale narrata a Samuel Dock, ma intima, spesso corale, con gli amori, la cura del figlio handicappato, tanti episodi-spia di profondità inaudite, dalla Bulgaria, alla Francia, l’incontro con i grandi intellettuali francesi: Todorov, Barthes, Goldmann, Philippe Sellers, il fondatore di “Tel Quel”, poi divenuto suo marito. Il suo diviene un viaggio nella cultura francese degli anni ’60 e ’70, tra conquiste e miti. Folgorante l’incontro con Lacan: “la parola teatralmente incarnata diveniva fonte di vibrazioni transferenziali più intime benché indefinibili. Ai limiti dell’esperienza estetica, religiosa e onirica. Ho intrapreso il cammino dell’inconscio”. Da qui il distacco dalla politica per orientarsi “verso il microcosmo della ‘cura attraverso la  parola’”.
L’incontro col dolore in sé e negli altri: “Dalla notte dei tempi, la felicità è il lutto dell’infelicità. Essa arriva per esaurimento del malessere. Le persone falsamente felici che hanno occultato il malessere sono insignificanti”. La fede interpretata attraverso la psicoanalisi, gli studi su poeti e narratori. Poi la trilogia sul genio femminile (Arendt,  Kleine, Colette). L’incontro con Teresa d’Avila. Sempre alla ricerca dell’altro da sé, ma sempre per una definizione di sé:  “chi è questa donna che naviga in acque agitate da tante ambizioni, gelosie, carriere, amori, conflitti teorico-politici, poteri reali e immaginari? … Questa donna va a riprendersi se stessa al termine della notte dei suoi romanzi”, cominciati a partire non a caso dopo il 1989: “il romanzo è il mezzo più sensibile per toccare il tempo… Mi abbandono alle passioni per aprire il tempo e respiro nel tempo ritrovato-ricreato”.
Donzelli, Roma, 2017

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