Recensione di Ada Ascari

Eccomi qui, con un fascio di carte in mano ed una miriade di storie e di volti che si affastellano dentro e a cui dovrò dare un ordine e un nome. Fredde carte che parlano il noioso linguaggio della burocrazia, quello che non interessa a nessuno. Ma io, dietro ognuno di questi fogli, vedo un volto e una storia.

In questo libro, Maria Rosaria Baldin, nostra collaboratrice, racconta le vicissitudini di immigrati regolari, quelli che tutti dicono di voler integrare, e che invece trovano una infinità di difficoltà tra burocrazie e pregiudizi.

Recensione

di Ada Ascari
“Fammi un esempio!” quante volte nelle conversazioni abbiamo detto questa frase, quando escono gli stereotipi più comuni e vogliamo difendere posizioni, idee che ci sembrano radicate e ovvie sull’argomento degli extracomunitari.
Già, extracomunitari, un calderone di popoli, un guazzabuglio di razze che sono calate o salite a “invadere” il nostro bel paese, che tolgono il lavoro che delinquono, che rubano e stuprano…. Ma sarà poi vero? A chi li difende a spada tratta diciamo la fatidica frase: “Fammi un esempio”…
Ecco allora che Maria Rosaria Baldin ci fa tutti gli esempi di cui abbiamo bisogno, ci racconta le loro difficoltà, le loro angosce, le loro peripezie per vivere onestamente in un paese schizofrenico che se da un lato ha bisogno di loro, della loro forza lavoro, della loro pazienza nello stare con i nostri vecchi, dall’altra li relega nelle pieghe più nascoste della società, li rinnega, li tartassa di doveri, di carte bollate, li doma con file interminabili davanti alle questure o alla Posta.
Esempi ne fa tanti, Maria Rosaria, forte della sua esperienza decennale davanti ad uno sportello di consulenza per persone immigrate. Persone che arrivano davanti a lei a volte disperate perché non riescono a districarsi nella jungla delle leggi, un ambiente peggiore della più peggiore foresta tropicale! Permessi di soggiorno da rinnovare, ricongiungimenti familiari, appartamenti da trovare in affitto per alloggiare in modo decente…
Ogni passo, ogni mossa che ciascuno straniero deve fare è regolato minuziosamente e burocraticamente, basta sbagliare un passaggio e si è “fottuti” occorre ricominciare tutto da capo come in un gioco dell’oca se si capita nella casella “Tornare al punto di partenza”.
Maria Rosaria ha consigliato, ha aiutato, ma soprattutto ha ascoltato le storie che ciascuno appoggiava sulla scrivania assieme ai documenti, con la competenza di una professionista e con la sensibilità di un orecchio amico, abituato ad accogliere le storie di vita.

Pazienza, è la parola che esce prepotentemente dalle storie vere che ci racconta Maria Rosaria, tanta pazienza, a volte rassegnazione, ma spessissimo ostinazione a voler vedere riconosciuti i propri diritti, davanti alle incomprensibili leggi che regolano la vita di un immigrato o di una immigrata venuti da noi per lavorare onestamente. Perché sono tanti gli onesti, i ligi alle leggi, anche le più astruse, sono tante le persone -uomini e donne- che lavorano, anzi, faticano, sempre invisibili perché la cronaca la riempiono – perché ci fa comodo- solo i delinquenti.
Maria Rosaria Baldin in questo libro “Avanti il prossimo… Storie sospese tra burocrazia e immigrazione” edito dalle Edizioni La Meridiana, ce ne fa tanti di esempi, e quando distrattamente passiamo con la macchina davanti alla Questura o troviamo la fila allo sportello della Posta sarebbe bene che andassimo a documentarci su che cosa tutte le persone che sono lì stanno facendo, forse diventeremmo un po’ meno intolleranti, avremmo un po’ più di pazienza, capiremmo che quello non lo hanno voluto loro, ma la nostra burocrazia.

 

COME ASSOCIARSI

Diventa socio della Libera Università dell’Autobiografia
di Anghiari!

Una comunità di scrittori e scrittrici di sé e per gli altri.

Sostieni la LUA e scopri tutti i vantaggi di essere socio:

CONTATTI LUA
  • Piazza del Popolo, 5
    52031 Anghiari (AR)
  • (+39) 0575 788847
  • (+39) 0575 788847
  • segreteria@lua.it