RECENSORE: Stefania Bolletti, .

Titolo: Molti modi di essere uniche. Percorsi di scrittura di sè per re-inventare l'età matura

Autori: Barbara Mapelli, Lucia Portis, Susanna

Prefatore: Duccio Demetrio

Editore: Stripes Edizioni (Milano)

Collana: Polis

Anno edizione: 2011

Pagine: 288

ISBN: 978-8888952130

Argomenti: società e scienze sociali, studi culturali e sociali, età matura, scrittura di sè, percorsi formativi

Recensione di Stefania Bolletti.

“Io scrivo. Il mondo non mi si chiude addosso, non diventa più angusto. Mi si apre davanti, verso un futuro, verso altre possibilità.”
D. Grossman, Con gli occhi del nemico

“Molti modi di essere uniche” e’ il titolo della pubblicazione curata da Barbara Mapelli, Lucia Portis e Susanna Ronconi (edita da Stripes Edizioni – Milano) che nasce dalla esperienza maturata nell’ambito del progetto Re-inventare l’età matura sostenuto dalla Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari.
Un progetto che si e’ avvalso del metodo autobiografico nello sviluppo della ricerca-azione, condotta dalle autorevoli Collaboratrici Scientifiche della L.U.A., attorno a quella che e’ stata definita, dalle stesse ricercatrici, la “seconda età adulta delle donne che negli anni Sessanta e Settanta uscirono dal bozzolo”.
Il testo restituisce le premesse, gli obiettivi e le metodologie impiegate che hanno caratterizzato un progetto nel quale la con-ricerca , attraverso la narrazione di sé delle 126 donne partecipanti ai laboratori di scrittura personale, ha dato origine a processi generativi di nuovi significati attribuiti ad ogni particolare vissuto e ad aperture verso nuovi scenari futuri sul piano dell’individualità e su quello collettivo.
Nei laboratori di scrittura autobiografica, disseminati in 10 città italiane (Abbiategrasso, Arco di Trento, Torino, Sesto Fiorentino, Arezzo, Foligno, Modena, Roma, Napoli e Palermo), le donne, comprese tra i 52 e i 70 anni, che hanno deciso di “mettersi in gioco”, sono state sollecitate a raccontarsi sulle apicalità della vita al femminile: il corpo, l’amore, la maternità, i lavori, la dimensione pubblica, le orme producendo circa 900 testi (scritture di transito,come sono state definite dalle autrici) in grado di ricostruire non solo le storie personali degli anni nei quali le donne furono protagoniste di una rivoluzione culturale ma di verificare le trasformazioni prodotte nell’oggi e quelle che potranno venire nella dimensione della vita che sarà.
Essere soggetti attivi nel mutamento, per un miglioramento della società contemporanea, significa operare una riflessione sulla propria identità e specificità ma anche condividere con altri soggetti (donne, uomini, nuove generazioni) la propria esperienza maturata, le trasformazioni vissute, le soglie oltrepassate e rilanciare le scoperte compiute come valore fondativo del cambiamento possibile.
Molti sono i temi (le salienze definite unità di senso rilevanti e ricorrenti da leggere nella filigrana delle narrazioni) tratti dall’analisi dei testi prodotti che ci conducono, attraverso la lettura di brani delle scritture originali, all’interno di una storia collettiva narrata a più voci dove ricordi personali si alternano a descrizioni dello sfondo storico-culturale di quegli anni che sembrano appartenere, causa l’oblio generale al quale sembra siano stati destinati per alcuni decenni, ad altra epoca storica.
E quindi considero il progetto e i risultati prodotti, in termini di testimonianza ed autoformazione, un’ulteriore conferma del valore della scrittura autobiografica e del ruolo che può interpretare nella ricerca scientifica come nella ricerca personale di donne, e uomini, più consapevoli.

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