RECENSORE: Giorgio Macario, .

Titolo: MICROPEDAGOGIA. La ricerca qualitativa in educazione

Autore: Duccio Demetrio

Editore: Raffaello Cortina (Milano)

Anno edizione: 2020

Pagine: 196

ISBN: 978-88-3285-216-5

di Duccio Demetrio

Recensione autobiografica

In maniera analoga all’autore della prefazione di questo testo, anche io ho affrontato la sua lettura circa trenta anni fa (era il 1992) all’uscita della sua prima edizione con La Nuova Italia. Ho appreso da una cara collega e amica che già dieci anni dopo era praticamente introvabile, tanto che lei lo ha poi letto e studiato su fotocopie. Basterebbe ciò per giustificare l’uscita di questa nuova edizione, ma in realtà c’è molto di più. Nel 1992, pur avendo alle spalle più di un decennio di lavoro come educatore e formatore, non ho solo letto, bensì ho ‘studiato’ questo testo perché mi consentiva di riflettere su molte delle esperienze condotte in ambito educativo e formativo. Oggi l’ho riletto -con meno difficoltà di un tempo- riuscendo ad apprezzarlo ancor più perché, come dice Francesco Cappa in quella che definirei una ‘prefazione autobiografica’, riesce “a metterci in contatto con un sapere incarnato da una pratica che ha profondamente influito sul modo in cui si cerca di conoscere e comprendere la realtà per trasformarla.” Ma c’è un altro indicatore di attualità del testo, che consiste in quanto accaduto durante la mia recente ri-lettura. Ho proposto, infatti, ad un gruppo di formatori impegnati come Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari in un progetto nazionale triennale di contrasto alla povertà educativa minorile nelle periferie (il progetto Rete CEET – promosso da ARCI nazionale e co-finanziato dall’impresa sociale ‘Con i bambini’) una decine di pagine sui metodi e le modalità ricognitive nella ricerca qualitativa, con spunti molto interessanti sui metodi biografici, monografici, trasformativi ed ecosistemici, e la loro utilizzazione in ambito micropedagogico. Con riscontri ed apprezzamenti già esplicitati da parte di diversi di loro.

Quando le prospettive formative in Europa vedevano solo in nuce l’innovazione, diventata poi pervasiva, del LifeLong Learning o apprendimento lungo il corso della vita, Demetrio scriveva: “Fare ricerca in quanto adulti è una forma di educazione permanente tra le più fruttuose, che ricade su chi la pratica a lungo. Non basta aggiornarsi; è necessario scoprire e imparare a farlo, per continuare ad apprendere nel corso della vita.”

E proprio con questo spirito, questo testo contiene una miniera di esemplificazioni, indicazioni e approfondimenti, a partire da una possibile definizione dell’approccio micropedagogico, individuato dall’autore “come spazio-tempo determinato entro il quale si realizza un intervento formativo che includa, da parte dell’attore-ricercatore, un’attenzione per la progressiva scoperta delle componenti in gioco, delle loro connessioni, delle regole che le sottendono e dei punti di vista dei soggetti che a essa partecipano.”

Questo scritto, infatti, ha il pregio di rafforzare e dare fondamento a percezioni, intuizioni, pensieri che ciascun formatore in ambito educativo, ma anche psicosociale, ha formulato ma non sistematizzato, a volte neanche esplicitato per timore che le proprie intuizioni non avessero possibilità di confronto con i ‘saperi alti e altri’. La sua lettura può quindi aiutare a superare una debolezza metodologica e fondativa degli interventi realizzati, un vizio di fondo che si è spesso esteso dall’ambito educativo agli interventi posti in essere dal Terzo Settore e dal Privato-sociale ma anche dal Pubblico, nei confronti del mondo del Privato for profit.
Finalità confermata dalle stesse parole dell’autore che afferma: “Il nostro obiettivo è dunque quello di mostrare che esiste invece uno ‘sperimentalismo dei pratici’ nient’affatto disprezzabile che chiameremo ‘euristica esperienziale’ all’interno del quale cercheremo di rinvenire l’autonoma direzione epistemologica dei percorsi metodologici di tipo qualitativo (…)”.
Il metodo biografico, l’approccio bio-sistemico, l’osservazione partecipante, il metodo clinico e quello etnografico, la ricerca-azione e la ricerca-formazione, sono solo alcune delle aree di approfondimento con le quali educatori e formatori, ciascuno a partire dal proprio bagaglio esperienziale, potranno rinforzare i propri saperi o creare nuove connessioni e piste di approfondimento maggiormente innovative.

Ed infine, per chi è interessato in particolare alle potenzialità del metodo autobiografico, questo testo consente di meglio collocare  il percorso evolutivo del padre dell’autobiografia in Italia, da ‘Raccontarsi. L’autobiografia come cura di sé’ (Raffaello Cortina Editore, 1996)  a ‘La scrittura clinica. Consulenza autobiografica e fragilità esistenziali’ (Raffaello Cortina Editore, 2008), passando per gli innumerevoli testi pubblicati in questi ultimi trent’anni.

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