RECENSORE: Loriana Sperindio, .

Titolo: Nella stanza di Emily..

Autore: Benedetta Centovalli

Editore: Mattioli 1885 ()

Anno edizione: 2020

Pagine: 143

ISBN: 978-88-6261-775-8

Di Benedetta Centovalli

Nella stanza di Emily, Amherst – Massachusetts, ci arriviamo partendo da una piccola noce, attraverso la conoscenza di diversi libri e usando vari mezzi  di trasporto,  sempre guidati dallo sguardo intelligente e dalla prosa sapiente dell’autrice.
Intraprendiamo un viaggio che è innanzitutto un incontro tra rimandi autobiografici, un incontro dove ogni luogo, ogni accadimento suscitano echi personali.
Benedetta Centovalli ci guida  con leggerezza sino alla stanza di Emily, per introdurci al mistero di una vita fuori dall’ordinario. In questa stanza  Emily Dickinson ha passato tutta la sua vita.  Cerchiamo la genesi della sua  poesia, poesia  nata su un piccolo tavolo di ciliegio, tra  il cestino, un orologio, una lampada e una fotografia che ritrae il nipote Gib.
Ma, scopriamo, ci sono anche quattro grandi finestre, un osservatorio implacabile, una torre di avvistamento. La vita doveva passare di lì. E c’è il giardino dove  Emily amava occuparsi dei suoi fiori dove la scienza incontra la meraviglia. Scopriamo quindi una Emily botanica  che nell’impaginare i suoi fiori essiccati (… )imparava qualcosa di molto vicino alla elaborazione della sua poesia e ancora una Emily che impasta pane e biscotti,” domani debbo imparare a fare il pane (…) Se non sai ancora come s’impasta il sostegno della vita, ti consiglio di imparare con premura” (all’amica Abiah, -25 settembre 1845, L 8).
C’è tutta la vita tra le sue mani, vita che scorre, che nasce, che si trasforma, che si spegne.  Emily  è capace di tradurla in poesia e ne è consapevole. Poesia che non sarà accolta ma rifiutata dall’ambiente che la circonda, rifiuto che farà nascere in lei una costruzione consapevole e volontaria della propria immagine, un’icona ambigua dal doppio volto, donna in bianco votata alla poesia ma anche alla rivolta e all’anarchia, metà ribelle metà reclusa. Un’immagine sorprendentemente in anticipo sulle mitografie del secolo a venire.
Usciamo dalla sua stanza, dalla sua storia consapevoli di essere stati sulla soglia di una stanza delle meraviglie. Una soglia che Benedetta Centovalli rende metafora delle possibilità che ogni creatura affronta, quel restare dietro il muro esterno dei divieti, la catena delle avversità e dei pregiudizi che non impediscono  allo spirito ribelle di resistere facendo crescere una forte (…) auto considerazione della potenza del proprio lavoro.
Con un continuo susseguirsi di incontri, intrecci, ricerche e ricordi questo  prezioso libro è allo stesso tempo letteratura e diario personale, e come diario si conclude.
Un viaggio è anche ritorno. Un’altra stanza accoglie l’autrice, una stanza dove la pandemia del marzo 2020 impone la reclusione.
Nella solitudine di una casa sulle colline toscane, circondata da una natura che attende la primavera e da notizie esterne che fanno paura, i ritmi della vita si fanno simili a quelli di una Emily che ci viene incontro dalla sua attualità senza tempo. Ecco oggi un motivo in più – oltre la poesia, oltre l’ombra entro cui era stata e si era esiliata – per sentirla vicina, compagna di strada (…).

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