RECENSORE: Carmine Lazzarini, .

Titolo: Quella volta, su un treno. Racconti di viaggio sulle linee della vita

Autore: AA.VV

Curatore: S. Risse, R. Scanarotti

Editore: Equinozi ()

Collana: Gaia

Anno edizione: 2020

Pagine: 320

ISBN: 8898810261

AA. VV
Racconti di viaggio sulle linee della vita

Il tema del viaggio nasce con la letteratura stessa. Come non citare l’Epopea di Gilgamesh, un racconto sumerico di 4.000 anni fa? E l’Odissea giustamente ritenuto il testo fondativo di tutta la letteratura occidentale del viaggio, nel quale Omero cede la parola al viaggiatore di Itaca? Opera che contiene la principale costante narratologica delle memorie di viaggio: la costituzione del viaggiatore stesso come voce narrante, in quanto solo il protagonista del viaggio può asserire la credibilità della storia, la veridicità degli episodi narrati, la molteplicità degli stati d’animo, la profondità delle emozioni provate. Se a questo si aggiunge la ricchezza simbolica del treno, con la sua materiale corposità e la ricchezza dei rimandi memoriali e immaginativi, metafora della vita e del progresso degli ultimi duecento anni, non stupisce che in pochi mesi la proposta di stendere brevi racconti autobiografici di viaggio sul treno sia stata raccolta da un numero rilevante di uomini e donne, di età molto variabile, che si sono fatti testimoni diretti delle vicende legate al treno. Ben quarantaquattro narrazioni memoriali accolte dal “Circolo di Scrittura a Distanza”, che fin dalla fondazione fa parte della Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari, ora pubblicati per le edizioni Equinozi.
Le storie in prima persona coprono un arco temporale di quasi ottant’anni, dal 1940-41, 1943, 1945,’58, per giungere al 2017 e all’oggi. E spaziano da paesini, villaggi e città di diverse regioni italiane, alla Danimarca e all’India, alla Grecia e alla Francia, alla Germania e all’Austria, alla Cina, alla Patagonia, ai paesi dell’Est quando esisteva ancora la “cortina di ferro”. E in ogni racconto dal finestrino si affacciano paesaggi, luoghi familiari o sconosciuti, partenze e arrivi, abbracci e addii.
Annota Stefanie Risse nella sua “Prefazione”: “C’è il viaggio “storico”, intrapreso nel lontano passato, addirittura nei tempi della guerra. Viaggi nei carri bestiame, con linee ferroviarie interrotte, oppure in attesa a una stazione vicino a Firenze, sotto il volo spaventoso di un aereo da caccia… Poi, il viaggio iniziatico. Giovani che prendono il treno, lasciando dietro di sé casa e famiglia, la campagna familiare, per iniziare un percorso di formazione, di servizio militare, di un primo lavoro… Di viaggi lontani, verso altri mondi, ci raccontano altri… Il viaggio come forma di cura di sé: in diversi qui ricordano di essere saliti sul treno per ‘partire’ – per prendere distanza, liberarsi la mente; per leggere, meditare e magari, ricevere chiarezza sul percorso vitale da intraprendere”.
L’altro curatore, Roberto Scanarotti, osserva: “Nei racconti che compongono questa antologia ferroviaria – indelebili e preziosi frammenti di memorie personali – storie semplici e storie straordinarie si alternano lungo i binari del mondo, porgendo al lettore quell’emozione che si fa strada quando lo stupore e il rispecchiamento diventano palpabili. Affettività, formazione, inizi, trasformazioni, fughe, ritorni, alterità: dal finestrino di questo treno i luoghi della scrittura autobiografica sono osservati e visitati attraverso narrazioni che si dispiegano alternando pura descrizione a flussi di coscienza sospesi tra sogno e realtà”.
L’origine antica del termine “viaggio” si trova nel latino “viaticum”, cioè le provviste necessarie per affrontare la via, il percorso. Come a dire che occorre, nel viaggiare anche in treno, portare con sé qualche cosa – materiale e spirituale – che ci sostenga nel tragitto più o meno lungo da un luogo ad un altro, che ci affianchi come un silenzioso compagno di viaggio. I diversi soggetti di questi racconti autobiografici hanno sempre portato con sé il loro mondo, la loro identità in evoluzione, memorie tenaci, orizzonti da esplorare. Il treno diviene così, in queste rievocazioni tra il reale e l’immaginario, il luogo di conoscenza del mondo, che è reso possibile quando diventa un tempo di conoscenza di sé. E’ stato detto tante volte che la casa dell’uomo non è un luogo statico, ma un cammino, da percorrere in solitudine, ma aperti agli altri. E sul treno si fanno tanti incontri, spesso anche con se stessi!

COME ASSOCIARSI

Diventa socio della Libera Università dell’Autobiografia
di Anghiari!

Una comunità di scrittori e scrittrici di sé e per gli altri.

Sostieni la LUA e scopri tutti i vantaggi di essere socio:

CONTATTI LUA
  • Piazza del Popolo, 5
    52031 Anghiari (AR)
  • (+39) 0575 788847
  • (+39) 0575 788847
  • segreteria@lua.it