RECENSORE: Marilena Capellino, .

Titolo: Saggezza.

Autore: Eugenio Borgna

Editore: Il Mulino (Bologna)

Collana: Parole Controtempo

Anno edizione: 2019

Pagine: 133

ISBN: 8815285199

di Eugenio Borgna

“Le parole sono creature viventi”. Così inizia il piccolo libro di Eugenio Borgna che ci porta su strade ricche di intense e sottili riflessioni, alle quali noi, suoi appassionati lettori, siamo molto affezionati. Chi legge i suoi testi sa quanto possano arricchire la vita interiore, grazie all’uso incarnato della parola e alla lunga esperienza di psichiatra, sensibile e attento agli animi densi di emozioni dei suoi fragili pazienti.

Il testo si sviluppa attorno alla parola saggezza, termine desueto e forse un po’ svalutato dalla cultura attuale della velocità che tende a “mettere tra parentesi i valori, il sacrificio, l’interiorità, la gentilezza, la generosità, la fragilità, la diversità, la solitudine, l’immedesimazione nelle attese e nelle speranze degli altri, e, in fondo, le fondazioni etiche della vita e dell’agire”. Eppure, ci ricorda l’autore, è proprio la saggezza che ci aiuta a “mantenere in equilibrio intelletto ed emozioni” e fa sì che possiamo “prendere decisioni meditate e libere da pregiudizi”.

Dopo un breve percorso relativo alle sfumature semantiche del termine, Borgna costeggia le riflessioni di poeti e di filosofi per incontrare le diverse dimensioni tematiche della saggezza che, evidenzia, hanno sempre come premessa “la conoscenza di sé, la conoscenza dei pensieri e delle emozioni, delle passioni e dell’inquietudine del cuore, dell’ignoto e dell’infinito che sono in noi”, affrontando quell’arduo viaggio che ci conduce “nel silenzio del cuore e nella solitudine dell’anima” per riuscire ad aprirci al mistero nel quale la nostra vita è immersa.

Si sofferma, quindi, sulle attitudini necessarie allo sviluppo della saggezza stessa e prende in considerazione la dimensione dell’ascoltare, riferita al silenzio e alle parole, sottolineando l’importanza della conoscenza del linguaggio corporeo -soprattutto là dove il dolore ha carattere di inesprimibilità verbale- ed evidenziando altresì la necessità della cura nella scelta delle parole.

I due aspetti hanno, inoltre, in comune l’attenzione che l’autore definisce -riprendendo le parole di Simone Weil- “distaccarsi da sé e rientrare in se stessi… nel sospendere il proprio pensiero”. Praticare con costanza la vera attenzione è, infatti, un comportamento molto faticoso per noi, ma può distruggere qualcosa del male che abbiamo al nostro interno, dice ancora la Weil; per questo è una “premessa essenziale al fare scelte sagge nella vita”.

Allo stesso modo, sosta sulla gentilezza che viene descritta come “un ponte che ci fa uscire dai confini del nostro Io e ci fa partecipare all’interiorità, alla soggettività degli altri… creando alleanze, comunità di cura che allentano la solitudine”. Anch’essa, come l’attenzione, implica fatica per essere realizzata, ma “rende la vita degna di essere vissuta … ed è una sfida alla quale tutti siamo chiamati”. Borgna ci ricorda che l’uomo moderno corre il rischio di dimenticare la solidarietà e la comunione con chi soffre, con chi è diverso o straniero, perdendo così la possibilità di compiere la propria vocazione umana.

Non meno importante è l’incontro con le emozioni e le passioni, delle quali è fondamentale la conoscenza per poterne comprendere gli echi nella nostra interiorità. L’autore le chiama “forme di conoscenza” e sottolinea che “sono rivelatrici del senso e del destino dell’esistenza”; torna forte qui il richiamo, per la psichiatria, della necessità di confrontarsi con le risonanze interne della vita emozionale dei pazienti, con le paure che ciò può destare in ciascuno di noi, fino al timore della propria follia. Evidenzia, poi, le diverse forme di follia -mite, creatrice, patologica, famigliare, depressiva, schizofrenica- e precisa che alla base di tutte c’è un dolore “che grida nel silenzio del cuore”.

Avviandosi alla conclusione, Borgna riflette sugli aspetti etici della saggezza e sulla sua funzione maieutica poiché essa “recupera esperienze e modi di essere del passato… e fa rinascere in noi attese e speranze che danno senso alla vita”. Evidenzia, altresì, la responsabilità di ciascuno di noi nell’incontro con l’altro, sia rispetto a quanto coglie che rispetto a quanto mostra, e sottolinea il pericolo dell’indifferenza; tale responsabilità, dice l’autore, è maggiore in chi esercita professioni

che hanno al centro la relazione -come l’insegnamento, ad esempio- nelle quali è importante saper riconoscere le proprie risonanze emozionali “sotterranee” affinché non interferiscano sulle parole e sui comportamenti che si mettono in atto nel lavoro.

Del pari, poiché il rispetto dei limiti, personali e dell’altro, sono elementi fondanti della saggezza nel vivere e vanno “riconosciuti nei loro orizzonti di senso”, è responsabilità degli adulti la scelta delle parole e dei modi con i quali educano i giovani a raggiungere la consapevolezza dei limiti contenuti nella vita umana.

In chiusura, si sofferma a considerare quanto il cammino verso la saggezza sia “frastagliato e faticoso” -una sorta di itinerarium cordis- e, utilizzando le parole di Marcel Proust, ci dice che “la saggezza non si riceve, bisogna riscoprirla da sé dopo un percorso che nessuno può fare per noi, né può risparmiarci, perché è un modo di vedere le cose.”

 

COME ASSOCIARSI

Diventa socio della Libera Università dell’Autobiografia
di Anghiari!

Una comunità di scrittori e scrittrici di sé e per gli altri.

Sostieni la LUA e scopri tutti i vantaggi di essere socio:

CONTATTI LUA
  • Piazza del Popolo, 5
    52031 Anghiari (AR)
  • (+39) 0575 788847
  • (+39) 0575 788847
  • segreteria@lua.it