RECENSORE: Giorgio Macario, .

Titolo: L’inferno avrà i tuoi occhi. La paura è più forte quando non ha nome

Autore: Silvia Montemurro

Editore: Newton Compton (Roma)

Collana: Nuova narrativa Newton

Anno edizione: 2011

Pagine: 283

ISBN: 978-8854147416

Argomenti: gialli e thriller, criminologia, valchiavenna

L’inferno avrà i tuoi occhi. La paura è più forte quando non ha nome
di Silvia Montemurro

Recensione di Giorgio Macario

L’intreccio fra ricostruzione biografica di un delitto compiuto più di 10 anni fa  da tre adolescenti e spunti autobiografici che intrecciano fra loro lo stesso luogo di origine -la Valchiavenna-, il disorientamento adolescenziale -i timori di trovare troppi punti in comune fra sé e le altre- e un’indagine approfondita sugli aspetti criminologici della vicenda -una tesi di laurea validamente sostenuta un paio di anni prima della stesura del volume- danno origine ad una avvincente trama narrativa che si snoda entro un percorso punteggiato dal succedersi dei contributi tratti ‘Dal diario di Silvia’.
Riflettere su di un episodio terribile prima ancora che inquietante, che viene inquadrato fin dalla copertina entro una successione dal finale sconcertante -Un piccolo paese di provincia. Tre adolescenti annoiate. Una suora brutalmente uccisa- è già di per sé indice di una necessità sicuramente minoritaria di esplicitare e condividere di contro all’urgenza maggioritaria di rimuovere e dimenticare più in fretta possibile.
Utilizzare il linguaggio più ‘scientifico’ ed al contempo oggettivante della tesi di laurea come incipit dello sviluppo narrativo sembra risuonare come un accostamento ponderato ancorchè ardito.
Ma completare la trama mettendo in gioco una scrittura del momento che può assumere anche un’importante funzione di cura in termini di auto aiuto –D. Demetrio-, o ancora un luogo in cui esperire se stessi…una bozza di se stessi –P. Lejeune-, quale è il diario, tratteggia un coinvolgimento autobiografico genuino e diretto che, per quanto possa essere stato piegato alle esigenze della narrazione, delinea un mettersi in gioco che non teme eventuali contaminazioni.
Vanessa, Elena e Samantha rappresentano denominazioni di fantasia di giovani ragazze che, con altre identità, hanno scontato la loro pena o stanno finendo di scontarla in regime di semilibertà; Silvia, quasi a rifiutare distanze eccessive fra finzione e realtà, rimane Silvia.
Così come Vanessa/Ester, Elena e Samantha monopolizzano i titoli dei capitoli -viene citata infatti 15 volte su 17 la prima, 7 volte la seconda e 6 volte la terza-, ma è il ‘diario di Silvia’, pur assente dall’indice, ad entrare in gioco per ben 22 volte lungo il testo.
Le citazioni dalla tesi, poi, si aprono con un incipit rivolto alla comprensione dell’inspiegabile: Compito di chi studia il fenomeno criminale è proprio quello di ridurre la differenza fra la vittima e il reo, per cercare di rendere maggiormente comprensibile il reato, in un procedimento di umanizzazione e comprensione relazionale, che porti alla valutazione di azioni all’apparenza inspiegabili-, mentre l’ultima citazione viene significativamente centrata su di un perdonarsi niente affatto scontato: I passi del perdono di sé possono essere delineati facilmente, ma è il percorso soggettivo dell’individuo che ha commesso il crimine a decidere quanto tempo passerà prima di riuscire a perdonarsi.
Molte altre potrebbero essere le chiavi di lettura da proporre, ma il suggerimento più agevole è quello di farsi catturare dall’intreccio narrativo che porterà in un soffio al termine delle 280 pagine del volume.
Come scrive una donna  nella stesura pressoché giornaliera del suo diario …Lo scrivere è come un bambino a cui abbiamo dato la vita e che bisogna poi lasciare, ad un certo momento, perché possa vivere vicino a noi, ma senza di noi (A.G.). Silvia Montemurro sembra essersi cimentata con successo nella realizzazione di un originale mix di narrazioni, riflessioni, dissertazioni, stesure diaristiche e interrogativi esistenziali che certamente le appartiene ma, al contempo, sta già percorrendo le strade del mondo.

 

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