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Un libro fra inchiesta e letteratura per raccontare a ragazzi e adulti di una professione  sconosciuta, quella veterinaria, posta a tutela della sicurezza alimentare e della salute dell’uomo.
Il libro verrà presentato a Torino il 6 aprile 2019 da Giovanni Chinnici (Fondazione Chinnici), Nerina Dirindin (Coripe) e Sara Moretti (LUAA), e il 1 settembre ad Anghiari da Vincenza Rando e Anna Maria Pedretti al Festival Nazionale della LUAA.

 
Perché alla gente non interessa cambiare il mondo?

Questo libro è per un lettore che a questa domanda senta vibrare la propria corda civile. Sette storie e sette fiabe di mafia estratte dall’oblio individuale e collettivo di uomini e donne, veterinari, che non avrebbero mai pensato di incontrare un giorno la mafia.
La forza della mafia.
Un giorno un altro mondo entra nel tuo mondo e inizia il lento degrado della tua dignità umana e professionale, psicologica e familiare: “la regressione nella mafia”. E’ una forza che opprime, che isola, che disperde gli amici e che allontana dai propri cari, ai quali si vuole risparmiare il senso di colpa che provano gli incolpevoli. Una forza che riduce al silenzio chi ha capito e ha deciso di restare fedele a ciò che è giusto. Ed è proprio allora che la burocrazia delle gerarchie si rivela funzionale alla mafia, usando il mobbing o la “servitù volontaria” per impedire, senza dare ordini, l’affermazione di ogni legge e di ogni giustizia.
Questo non è il libro di una categoria professionale, ma delle lacerazioni patite da uomini e donne che sono stati dalla parte della sanità pubblica e che non riescono a dimenticare, nemmeno dopo essere stati riscattati dalla logica processuale. Li soccorre questo libro, impedendo l’oblio civile delle loro sofferenze. Voci tremanti, sorrette dall’intervista, e voci appassionate, liberate dallo sfogo autobiografico, in una mescolanza di generi e di stili che racconta la proteiforme mostruosità dell’offesa di mafia. (Dalla IV° di copertina)

L’Autrice, gli Autori

Mi chiamo Eva Rigonat. Sono nata in Francia, nella Banlieu di Parigi, nel 1954. Nel 1970 la mia famiglia torna in Italia. Mi laureo da studente lavoratore, in Medicina veterinaria nel 1985. Dal 1989 lavoro per l’azienda USL di Modena. Dal 2012 al 2016, prima come revisore dei conti poi come consigliere, faccio un’esperienza in FNOVI (federazione nazionale ordini veterinari italiani). Nel 2015 ho ricevuto dalle mani di Don L. Ciotti il premio FNOVI “Il peso delle cose, per il mio impegno “per lo sviluppo di un’etica della professione, attraverso lo sviluppo di un pensiero critico”. Dal 2014 frequento la Libera Università dell’Autobiografia e nel 2016 diventò biografo di comunità. Sono sposata, ho una figlia. Vivo a Valsamoggia in provincia di Bologna.
Apparentemente sono l’autrice di questo libro.
In realtà gli autori di questo libro sono i medici veterinari perseguitati dalle mafie che il silenzio di troppi, potenti e non, mette nelle file della solitudine umana. Le loro storie ci raccontano di persone normali che non chiedevano di essere degli eroi. Gente che voleva solo fare bene il proprio lavoro. Un desiderio semplice. Talmente semplice, talmente forte nel richiamo alle radici di un ruolo, da essere destrutturante per una società devastata dalla “Questione morale”. Quasi tutti questi medici sono accomunati dall’aver trovato nella famiglia e nell’ambiente esterno a quello lavorativo, e spesso anche in quello esterno a molte istituzioni, la forza di resistere. Tutti sono accomunati da comportamenti dettati dall’abitudine all’onestà e dalla convinzione di non poter essere diversi per riuscire a stare con se stessi.

Chi c’è dietro a questo progetto?

Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari (LUAA), fondata da Duccio Demetrio studioso di autobiografia nella formazione degli adulti e Saverio Tutino inventore, animatore e organizzatore dell’Archivio Diaristico di Pieve Santo Stefano che sigla la costituzione di una comunità di ricerca, di formazione, di diffusione della cultura della memoria in ogni ambito, unica nel suo genere.

Illuminiamo la Salute la cui mission è quella di promuovere iniziative formative, di monitoraggio, di valutazione, di ricerca e cambiamento per sostenere un sistema sanitario pubblico e sociale integro, efficiente, al servizio di tutti i cittadini. Nasce per volontà di quattro soggetti storicamente impegnati nella lotta all’illegalità e alla corruzione, Libera, Gruppo Abele, Coripe Piemonte e Avviso Pubblico.

Come nasce l’idea del progetto?

Quando ho conosciuto la professione minacciata dalle mafie nel corso della mia esperienza come consigliere in FNOVI, credevo di sapere molto del nostro difficile e bellissimo lavoro. Credevo che il fenomeno dei medici veterinari perseguitati dalle mafie fosse un fenomeno eccezionale. Ascoltando quei veterinari ho capito in fretta, e nel dolore, che c’era un mondo a cui nessuno dava voce, se non per brevi momenti di passerella, e per il quale nessuno si stava impegnando con la costanza della determinazione. Nel 2015/2016 il mio percorso universitario alla LUAA mi porta a frequentare il corso Morphosis Mnemon che forma e abilita a diventare biografo di comunità.
Questo libro nasce come tesi per il corso.
Ben presto attorno a me ho trovato il calore e la solidarietà delle persone e delle Associazioni che da lungo tempo si occupano di Salute e Mafie e la tesi è diventata progetto.
Testimonianze autobiografiche e fiabe per ragazzi. Brevi testi di presentazione dei lati sconosciuti della professione veterinaria, sovraesposta al rischio di pressioni mafiose (Nicola Gratteri, 2011) introducono alle sette testimonianze autobiografiche, necessariamente anonime, e alle sette fiabe pensate per ragazzi tra gli 8 e 11 anni, per rispondere ai criteri di impegno sociale caldeggiati dalla LUAA.
Storie di resilienza, non tutte a lieto fine ma comunque sempre di speranza.

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