Riceviamo e volentieri pubblichiamo la recensione che ci ha inviato Ermes Fuzzi sul recente libro pubblicato dal Circolo di Scrittura autobiografica a distanza.
Ogni volta che si spedisce una lettera al Circolo di scrittura autobiografica a distanza, si diventa più leggeri, più contenti per avere l’opportunità di condividere qualche emozione. Che ebbrezza si prova sentendo il suono della busta che cade nella cassetta postale? Cosa spinge tutti questi scrittori a fermarsi e rallentare il proprio pensiero su qualche foglio di carta per chiuderlo in una busta? Cosa vogliono dirci con i loro frammenti? C’è mistero tra le righe. Per chi ama ascoltare e raccontare le interiorità questo libro offre parole coinvolgenti e corali. Le variabili, tra una lettera e l’altra, sono i periodi storici vissuti da ognuno. I paesaggi e le visioni dell’anima sono tutti pezzi unici. Pervasa da una sorta di “suspense”, questa raccolta invita l’amante della lettura e della scrittura autobiografica, a raccogliersi in un dialogo interiore. Ci sorprende un senso di fratellanza con esseri umani mai conosciuti, ma così vicini a noi da renderli autenticamente compagni di osservazione della natura. Tra le pagine incontriamo fogli di quaderni a righe, altri ricamati, altri con lettere tremolanti, foto, segni, disegni, date, sottolineature, parole scritte più grandi di altre, parole straniere, le inconfondibili grafie di una vecchia “Olivetti”. Solo una lettera estratta da una busta riesce a carpire l’attenzione più di un libro. Chi scrive immagina il gesto, il rumore della carta tra le dita, la lettura in gruppo, tra persone in circolo. Chi legge immagina la penna del corrispondente che corre poi si ferma indugiando, tremando o spingendo decisa sul foglio. Al di là dei multiformi luoghi dell’anima incontrati tra le pagine si percepiscono i luoghi dello scrivere, così intimamente nostri, così fuori dal tempo che quando ci sediamo alla scrivania ci sembra di salire su di una astronave. Le stelle sono le parole che leggiamo e scriviamo. In mezzo a questo universo ci si perde a volte con entusiasmo, a volte con circospezione. Momenti di nausea ci allontanano temporaneamente fino a quando non ritroviamo una strada tra le stagioni della nostra vita e quella di tanti fratelli e sorelle di penna. Un senso di libertà pervade queste pagine e torna prepotentemente a gridare al mondo quanto è vero che la scrittura è di tutti e per tutti. Grida che siamo liberi di raccontarci come vogliamo restando sui nostri quaderni o scegliendo di comunicare ad altri ciò che sentiamo incontenibile. Sussurra agli amanti quanta vita c’è negli altri e in noi stessi e che profondo e sensuale legame esiste tra noi e gli elementi del mondo naturale in cui siamo costantemente immersi.