Scrivere i ricordi di casa.
di Duccio Demetrio
Questa nuova edizione del volume ‘Album di famiglia. Scrivere i ricordi di casa’, edita da Meltemi, potrebbe sembrare ‘fuori tempo’ visto che non è stata proposta nei due anni appena trascorsi di chiusure parziali o totali conseguenti alla pandemia di COVID-19, che ci ha costretti -volenti o nolenti- a permanere a lungo presso la propria casa, a più stretto contatto con i famigliari, sia nella loro presenza fisica che nel loro ricordo. Ed invece risiede proprio in questo suo essere ‘controtempo’ (simile “all’entrata di un suono sul tempo debole della battuta anziché sul forte, creando un contrasto ritmico con gli altri suoni”) il suo pregio maggiore.
Duccio Demetrio, che si immerge in questa esplorazione con partecipazione dedicando questo scritto “a mio padre e a nonno Isaia”, ci indica gli oggetti, i luoghi, le situazioni ed i personaggi come possibile campionario atto alla ricostruzione della storia della propria famiglia, perché “La casa e la famiglia sono luoghi dell’anima e insegnarne il sentimento congiunto (,,,) vuol dire amare e conservarne una memoria.”
Si tratta, certo, di un’azione profondamente autobiografica e biografica ad un tempo, perché mette al centro il protagonista che, non costretto da limitazioni contingenti, si accinge a scrivere e comporre -o meglio a implementare con la ricerca, il ricordo e la rievocazione- il proprio ‘Album di famiglia’. Ma questa proposta è, con originalità, articolata dall’autore seguendo “le metafore dei luoghi domestici che danno vita alla casa e alla famiglia”, richiamando un’ipotetica grande casa che articola in altrettanti capitoli dedicati all’atrio che introduce; al soggiorno che accoglie, con l’allargamento alla casa e alle case della vita; alla sala da pranzo con i richiami conviviali che possono restituire “un senso di famiglia familiare” capace di far passare il nostro protagonista dall’album alla ricostruzione di un romanzo familiare; all’esplorazione degli spazi interstiziali, “tra corridoi e scale” declinati sia all’interno che all’esterno della casa; infine alla cucina che spesso si presta a diventare centro della vita famigliare per educare a ricordare.
Ed è così che accanto al classico Album di foto, con funzioni di ricostruzione genealogica e documentazione di passaggi esistenziali, l’autore propone la scrittura di un “Album autobiografico di famiglia come fosse una casa”.
Questo percorso è poi accompagnato da innumerevoli riproduzioni di capolavori della storia dell’arte, brani della tradizione letteraria mondiale e, non poteva essere altrimenti, interessanti citazioni autobiografiche della più varia provenienza che non hanno bisogno di ancorarsi ad autori noti per farsi apprezzare.
La scrittura dei ricordi di casa attraverso l’album di famiglia, auspicata ed accompagnata da questo volume di Demetrio, richiama ciascuno alle famiglie nelle quali ha vissuto e a quelle che ha costruito e costruirà nel proprio percorso di vita; perché se è pur vero che “i rituali della scrittura hanno sempre soprattutto un valore per l’emozione di chi scrive, più che per chi legge”, immergersi in questa esperienza facendosi autori della propria e delle altrui storie interconnesse alla propria, ci consente di costruire messaggi da tramandare. Restituendo, fra l’altro, una dimensione corale alla propria esistenza individuale.

