RECENSORE: Giorgio Macario, .

Titolo: Cambio di passo. Quando un figlio non vede: le testimonianze dei papà

Autore: Roberto Scanarotti

Editore: Equinozi (Fano)

Anno edizione: 2023

Pagine: 126

ISBN: 978-88-98810-36-9

Quando un figlio non vede: le testimonianze dei papà
di Roberto Scanarotti

Roberto Scanarotti, collega della LUA e autore della presente raccolta di storie, si cimenta con questo volume nel dare un seguito al suo precedente “E poi venne il coraggio. Storie di mamme che combattono il buio” (Equinozi, 2019). Impresa non semplice, perché come è capitato di riscontrare in molte altre situazioni simili, le singole donne dell’universo femminile giungono alla possibilità di raccontare la propria storia di vita in misura molto maggiore degli uomini appartenenti all’universo maschile.  Tanto più quando si tratti di “…andare oltre la superficie, [di] scendere nel profondo verso la riflessione e l’introspezione, facendo ricorso a modalità narrative mature, più consapevoli, capaci di lasciare il segno in noi stessi e qualcosa di utile anche nell’altro.”
Il coraggio e la generosità necessarie ad affrontare questa sfida sono stati trovati nella disponibilità di 10 padri che hanno condiviso riflessioni sul loro rapporto con la disabilità del figlio o della figlia, minori accolti presso l’Azienda pubblica di Servizi alla Persona S. Alessio- Margherita di Savoia di Roma, che così si presenta: “Vediamo un mondo in cui la cecità è un altro punto di vista”.
L’autore sintetizza nell’introduzione una delle principali finalità della sua raccolta di storie: “Permettere ad altri di avvicinarsi alle storie che vivono nella collana (delle diverse pubblicazioni prodotte, oltre a questa, NdR), e di trarne esempio o spunti utili, è in fondo un altro modo per promuovere la conoscenza  in tema di cecità, ipovisione e pluridisabilità.” Dopo il raggiungimento di una diagnosi relativa alla disabilità del proprio figlio o figlia- percorso che può rivelarsi niente affatto scontato- “…il padre, dicono tutti, deve tenere i piedi per terra per essere di supporto alla mamma, oltre che al bambino; quando la vita inizia a ruotare attorno a un figlio che ha bisogno di cure, deve anche essere pronto a compiere ogni cambio di passo che si rende necessario.”
Anche quando la coppia genitoriale riesca a rafforzarsi, nonostante tutto -e la cosa non è affatto scontata-, una delle principali preoccupazioni che tendono ad emergere è il “dopo di noi” legato al futuro dei figli, preoccupazione che ricordo bene fin dalla esperienza giovanile in qualità di educatore nella prima colonia estiva del Comune di Genova nel lontano 1977, soggiorno estivo interamente dedicato a ragazzi portatori di diverse disabilità accompagnati dai propri genitori. Credo sia per questo che incontrare, quasi 50 anni più tardi, l’inversione di prospettiva descritto dall’uso del “dopo di voi” mi ha particolarmente colpito.
Fin qui le premesse della raccolta di storie donate dagli autori, con il ‘curatore’ che auspica che qualcosa delle parole raccolte possa “essere utile a chi in futuro si rivolgerà al Sant’Alessio chiedendo aiuto per il proprio figlio.”
E proprio per non privare i futuri lettori dello sguardo olistico condensato nella decina di pagine di ciascuna esperienza di vita narrata dai padri con i propri figli, e per evitare una scelta davvero difficile fra il citare l’una piuttosto che l’altra, che il suggerimento che mi sento di dare è di provare a scorrere l’indice dei titoli assegnati ai racconti (da ‘Svolte di vita’ a ‘Padri si diventa’; da ‘La casa della speranza’ a ‘Il taglio del rasoio’; continuando con ‘Gaia e Diana, le nostre stelle’, ‘Foto di famiglia’, ‘Di passione e di impegno’ e ‘’I limoni che ti dà la vita’; per concludere con ‘Cambio di passo’ e ‘La più difficile delle parate’, in rigorosa successione) e decidere quindi, per l’ordine di lettura, di farsi guidare -con modalità associativa- dalle evocazioni che ci suscitano, seguendo le suggestioni che tali titoli sintetici operano sulla nostra memoria, sulla nostra fantasia e sui nostri sentimenti.
Sarà possibile, in tal modo, giungere alle ‘opportunità educative nella vita adulta’ tracciate da Duccio Demetrio nella postfazione. Si tratta di alcune pagine che, dopo aver riconosciuto a Roberto Scanarotti la validità “del suo nuovo impegno di moderno cantastorie, ancora una volta attingendo da quell’universo di umanità che è il cuore pulsante del S. Alessio…”, partono -e ritornano- alla citazione proustiana che recita:
“La felicità che provavo ritrovando
il passato non veniva da una eccitazione
puramente personale, ma, al contrario,
dal sentire che la mia mente era come
se si ampliasse e stesse crescendo.”
Riconoscendo -con le parole di Eugenio Borgna- che “Ogni giorno siamo in cammino o almeno lo dovremmo essere, alla ricerca di quella che è la nostra interiorità.”