
2005, pp. 144, brossura
Prezzo: € 14,30
Editore Carocci
Abitare le diversità, Pratiche di mediazione culturale: un percorso fra territorio e istituzioni
Nei luoghi dove si abita, nella scuola, nei servizi sociali e nei centri educativi, si incontrano sempre più spesso persone migranti. Capita, a volte, nelle pratiche educative, formative e di cura, consolidate nel tempo dell’esperienza, di sentirsi spaesati. Accogliere lo spaesamento è un punto di partenza per ricercare. La mediazione culturale diviene una possibile azione, nel testo esplorata nel testo non come risposta ma come ricerca di una pratica. La mediazione culturale ed il suo dispositivo sono narrati a partire dalla quotidianità di un lavoro formativo e di cura all’interno di un territorio in relazione agli orientamenti dettati dalla mediazione etnoclinica.
Nei luoghi dove si abita, nella scuola, nei servizi sociali e nei centri educativi, si incontrano sempre più spesso persone migranti. Capita, a volte, nelle pratiche educative, formative e di cura, consolidate nel tempo dell’esperienza, di sentirsi spaesati. Accogliere lo spaesamento è un punto di partenza per ricercare. La mediazione culturale diviene una possibile azione, esplorata non come risposta, ma come ricerca di una pratica.
La mediazione culturale ed il suo dispositivo sono narrati a partire dalla quotidianità di un lavoro formativo e di cura all’interno di un territorio in relazione agli orientamenti dettati dalla mediazione etnoclinica.
Ricercare e lavorare in un luogo in cui vi sono più lingue e, di conseguenza, più mondi, più punti di vista, esige una riflessione costante sul dispositivo stesso di mediazione e di formazione alla mediazione.
Le voci di donne di età, lingue e culture diverse sono, nell’esperienza presentata, l’apertura a nuove interrogazioni. Esse non riguardano solo l’altro venuto da lontano ma la possibilità di pratiche di mediazione per abitare di-nuovo i luoghi del lavoro educativo e di cura, della formazione e della ricerca.

