recensione a cura di Floriana Naldi
Gruppo di lettura ad alta voce
1 febbraio 2016 – 18 dicembre 2017

Si vorrebbe essere un balsamo per molte ferite
Questo opuscolo racchiude la testimonianza di un gruppo di lavoro che ha avuto come oggetto la Lettura ad alta voce del Diario integrale di Etty Hillesum 1941 – 1942. Esperienza da me inseguita per la passione che nutro per questa singolare ragazza olandese, condivisa anche dall’amica Natalia Fantoni, che ha avuto un ruolo importante nella decisione.
Dunque, dal 1^ febbraio 2016 al 18 dicembre 2017, ogni lunedì ci siamo incontrati a casa mia per leggere alcune pagine del diario e, dopo una riflessione condivisa con chi era presente, è stata inviata via mail una sollecitazione sulla quale poter meditare/scrivere/riflettere ad un gruppo di circa 50 persone sparse sul territorio, primariamente amici della LUA. Questi incontri e proposte di meditazione sono stati puntualmente riportati nel libretto, insieme con alcune testimonianze dei partecipanti che hanno voluto condividere l’esperienza.
Alla fine del percorso abbiamo convenuto tutti che meditare sulle parole di Etty Hillesum è una prova di crescita psicologica e spirituale insieme, che costringe a rispondere a interrogativi inquietanti e a misurarsi seriamente con il proprio senso della vita più profondo. Questo patrimonio straordinario di scritti è una sconvolgente testimonianza di sé e del suo tempo: da un lato la straordinaria intelligenza della tenerezza, dall’altro l’atroce cattiveria della mediocrità.
In tempi come questi, la lettura di questo diario ci è sembrata estremamente attuale e “necessaria”.

