di Lorenzo Mangini
Con le Olimpiadi invernali, come accade quasi sempre alla fine di ogni grande evento sportivo (salvo poi dimenticarsene), si è giustamente chiosato sui valori dello sport, vale a dire spirito di squadra, impegno e determinazione e rispetto: in altre parole, sulle qualità formative che sono proprie di ogni seria disciplina agonistica, oltre che della vita.
I campioni, da questo punto di vista, sono gli emblemi incontrastati che, giustamente, illuminano la narrazione mainstream, in quell’afflato di partecipazione e commozione che grazie alla tv riesce a coinvolgere milioni di sportivi: praticanti, occasionali o da poltrona, a seconda dei casi, affratellati nell’occasione da totale spirito egualitario. Quello che però poco traspare, da questi momenti in cui Princìpi e Valori si scrivono con le maiuscole e si sfiorano pericolosamente i bordi della retorica, è il ruolo educativo che sta a monte dei percorsi di successo degli atleti, e che viene assicurato da quelle persone che rispondono al generico nome di “allenatori”, quando in realtà sono a volte dei veri mentori.
Lorenzo Mangini, raffinato giornalista genovese che si occupa perlopiù di calcio, in cuor suo conserva un amore per i tiri a canestro che per lui profuma d’infanzia, dal quale è stato indirizzato a incontrare e a indagare la storia di un tecnico più unico che raro. Di Lou Carnesecca (1925-2024), figlio di immigrati Pontremolesi, l’allenatore italiano che divenne icona del basket negli Stati Uniti, Mangini ha ricostruito vicende di vita e sportive nel suo biografico Lou Carnesecca. Da Pontremoli a New York, pubblicato lo scorso anno da Erga edizioni.
Mettendo al centro una storia che “somiglia a una favola”, come annota l’autore, scritta con stile narrativo asciutto e seducente, il libro rende onore a un personaggio poco conosciuto in Italia, al di fuori del mondo della pallacanestro, ma che nel basket statunitense è venerato come uno dei padri nobili di quella disciplina sportiva, godendo anche di ampia fama a livello mondiale. Ammirato sia per il suo talento di allenatore vincente sia per le sue qualità umane e morali, Carnesecca è stato “un maestro di pallacanestro e di vita per i suoi allievi, idolo incontrastato di New York e ambasciatore del basket nel mondo”. Il suo spiccato legame con le radici – il borgo di Cargalla, in Lunigiana – unito a una naturale e apprezzata dote di leadership, sono state leve fondamentali per innalzare il suo esempio anche a simbolo “della resilienza della comunità italo-americana a New York”. E dalla prospettiva squisitamente sportivo, suoi pregi sono stati l’aver cambiato il modo di allenare dal punto di vista tecnico e umano, dando vita a un metodo poi ampiamente imitato e diffuso.
Ma il libro, in oltre 300 pagine ricche di immagini i cui compaiono anche importanti contributi esterni, accanto alla ricostruzione della storia del protagonista apre un panorama memoriale che appare davvero sorprendente. Ampliando una già complessa sfera di indagine, al di là delle parti “sportive” l’opera di Mangini racconta dei luoghi: di Lunigiana ed emigrazione, della comunità italiana a New York e di quella della St. John’s University e di legami familiari, restituendo nell’insieme una visione ammirata e rispettosa per tutto ciò che è storia di vita.
“Non è un libro sul basket – scrive l’autore nell’introduzione – raccontiamo soprattutto di persone e sentimenti, perché questi contano quando il tabellone della partita è spento. Parole di Lou Carnesecca”. Ed è inoltre “un omaggio, attraverso Lou, ai tecnici dei settori giovanili che nessuno conosce e che dedicano una parte della loro vita ai ragazzi, insegnando l’amore per il gioco”: cioè contribuendo a dotarli di quegli strumenti formativi che sorregono la crescita e in alcuni casi si coniugano con il raggiungimento di rilevanti risultati in campo atletico.
Per chi ama le storie sportive, un’opera avvincente. Ma a quanti si occupano di scrittura biografica, il libro di Mangini insieme a storie dense di umanità offre un modello progettuale approfondito e supportato da un nutrito apparato multimediale (Vcode aperti) che permette di avvicinare ancor più la figura di Carnesecca al lettore.

