RECENSORE: Mariangela Giusti, .

Titolo: Lungo la strada. Anni di vita e di musica.

Autore: Renato Franchi

Editore: Pietro Macchione Editore (Varese)

Anno edizione: 2025

Pagine: 340

ISBN: 9788865709641

Come sappiamo, le autobiografie raccontano sì la vita del soggetto che scrive ma anche  le vite degli altri, i tempi della storia, avvenimenti piccoli e grandi che hanno caratterizzato una città o una società. Le autobiografie, pur essendo scritture fortemente personali, possiedono elementi di contenuto e di stile narrativo che  le rendono testimonianze di interi mondi, gruppi di persone e fasi della storia. E’ il caso di Lungo la strada. Anni di vita e di musica, l’autobiografia di Renato Franchi. E’ un libro importante e documentato. Racconta il mondo della musica d’autore, suonata dal vivo da gruppi musicali e band, che prende forma nelle cantine, dalla passione di compositori, cantanti, musicisti e poi va a riempire le piazze, i festival, i cuori, le anime e le esistenze di tante persone.

Lungo la strada ricostruisce la storia della musica italiana dagli anni Sessanta del Novecento a oggi, attraverso la voce, la chitarra e la presenza di Renato Franchi, protagonista della scena musicale italiana. Ma non solo: Franchi racconta dall’interno le trasformazioni che ha vissuto il mondo del lavoro, quello delle fabbriche di cui Renato Franchi è stato per anni rappresentante sindacale. L’autobiografia inizia a Legnano, la città di nascita dell’autore, denominata (negli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento) la “Manchester d’Italia” per la concentrazione di stabilimenti (primo fra tutti il cotonificio Cantoni con più di 5000 operai dipendenti), fabbriche, aziende tessili e meccaniche. Di quella provincia produttiva Renato è il ragazzino/testimone che osserva, riflette, introietta i ritmi e i tempi del lavoro (scanditi dalle sirene delle fabbriche), la vita dura degli operai e le lotte di rivendicazione dei diritti.   Renato comprende presto il valore e la dignità del lavoro anche attraverso la figura del padre, operaio di fabbrica, che tornava a casa la sera con la tuta ricoperta dalla polvere della fonderia. Crescendo capisce che la sua voce e la sua chitarra, attraverso la magia della musica, può dare parole e senso alle vicende che vede accadere intorno a sé, non solo ai sentimenti e agli amori, ma anche alle lotte di chi lavora e non ha voce per farsi sentire.

L’autobiografia Lungo la strada. Anni di vita e di musica rende testimonianza di tante vicende musicali attraversate da Franchi. E’ anche un racconto di vita legato ad alcuni temi-chiave: l’apprendimento, la presa di coscienza dei diritti delle persone, la consapevolezza di avere un talento speciale da far crescere.

L’apprendimento è un tema che attraversa tutto il libro. Dai vari capitoli emerge che  sì c’è un talento innato che alcuni possiedono più di altri, ma  dev’essere coltivato per evitare che si disperda. Per questo contano le frequentazioni, gli amici, la  formazione continua, la volontà di confrontarsi  con gli altri, la  tenacia, la caparbietà di riuscire.  Il racconto autobiografico di Renato Franchi è un esempio di come l’educazione e la formazione aiutano il soggetto a essere al meglio delle sue qualità e dei suoi talenti profondi. Seguendo le fasi del divenire adulti, il libro parla di lavoro, di lotte sindacali e di musica e in particolare dell’incontro con la voce, le parole  e le sonorità musicali  di Fabrizio De André.

Un libro bello, adatto a giovani, adulti e a persone della terza e quarta età.

Un topos narrativo ricorrente nel libro è quello degli incontri con persone con gli stessi gusti musicali: Renato li testimonia come momenti determinanti  per dar vita a un sound proprio, originale e riconoscibile. Ma, accanto a ciò, Franchi rammenta e descrive  tanti altri incontri con persone con gusti musicali completamente diversi dai suoi, con i quali poter scambiare le competenze e le passioni  Gli  incontri con i musicisti raccontati nel libro sono tanti e da ciascuno di essi sono nati momenti di musica, di avventura, di creatività, di vita, di amicizie profonde, di affetti.

La figura di Renato Franchi emerge reale dalla sua autobiografia con una costante intenzionalità a creare. Un suo grande merito è quello di aver dato vita a diversi gruppi musicali: la “New Vox Band” (1967) con i primi ingaggi retribuiti, i “Visi d’Angelo”, i “Vecchio Foglio”, il “Canzonaccio” divenuto poi ”Kanzonaccio Band”, la “Dita Fragili Band”, l’“Orchestrina del Suonatore Jones”e più di recente la “His Band”. Ma la sua creatività si è estesa sempre anche al sociale. Ha dato vita infatti al Circolo ARCI Arcadia; ha ideato e coordinato il “Festival Rock della Valle Olona” (contest per nuove band musicali proseguito per più di dieci anni)  e tante, tante  altre iniziative.

Renato Franchi ha fatto benissimo a scrivere la sua autobiografia perché ha riunito momenti musicali, sociali e di vita suoi e di tante altre persone; ha recuperato e messo a disposizione tanti fatti della cronaca viva entrati nelle sue canzoni; ha portato i lettori dentro al suo laboratorio, dove le idee, la musica e le parole nascono e s’incontrano fino a formare canzoni. E, se leggiamo con attenzione, ha rivelato anche alcune “tecniche” personali di creazione. Per esempio: “Quando scrivo una canzone parto dall’ascolto del silenzio”. Un insegnamento bello, ottimo per tutti.

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