RECENSORE: Giorgio Macario, .

Titolo: NARR-AZIONE. Dalla Città dell’Autobiografia al Borgo dei canta-storie

Autore: Roberto Scanarotti

Editore: Mimesis (Milano-Udine)

Anno edizione: 2025

Pagine: 121

ISBN: 9791222326672

“… quello che state per leggere è in effetti il racconto di una esperienza di formazione, innanzitutto, quindi autobiografica (…) Biografia di comunità, formazione autobiografica, narrazione dei luoghi e scuola per canta-storie sono i campi di azione e di ricerca in cui ho maturato la mia esperienza e dei quali riferirò e rifletterò nelle pagine che seguono, pensate e scritte in risposta a un’intima necessità di ricostruzione e di testimonianza.” Sono queste alcune delle parole utilizzate dall’amico e collega Roberto Scanarotti per presentare in questo agile ‘quaderno di Anghiari’ la sua “NARR-AZIONE”, per parlare cioè dell’incontro fra il suo ‘IO’ autobiografico ed il ‘NOI’ rappresentato dalla comunità della LUA, la Libera Università dell’Autobiografia che ha ad Anghiari la sua ‘casa-madre’.

La sua preziosa testimonianza consente infatti di fornire uno sguardo visuale significativo sugli ultimi 13 anni di vita di una associazione, in realtà meglio inquadrabile come una ‘comunità di pratiche e di pensiero’, che si sta avvicinando ai 30 anni dalla propria fondazione. Uno sguardo visuale compartecipe e protagonista di molte delle principali iniziative maturate nel frattempo, ma allo stesso tempo forte di un bagaglio professionale e di una sensibilità personale preesistenti e messi al servizio del comune impegno in ambito autobiografico e biografico.

L’autore, dopo aver sottolineato l’importanza della scrittura per trasmettere parole, idee, costumi e storie al fine di aumentare il senso di appartenenza alla comunità e le possibilità di apprendere, specifica, lasciato da poco il lavoro, il suo nuovo ‘punto di partenza’: la raccolta di storie di vita in una iniziativa denominata ‘Officina del racconto’. Dalla documentazione di questa prima esperienza, con la partecipazione al Festival dell’Autobiografia del 2013 e la prefazione di Duccio Demetrio, fondatore della LUA, al suo testo “Ultra” vendeva noccioline, si concretizza un investimento ed una collaborazione via via più fitta che esemplifica in maniera egregia il passaggio da una sensibilità biografica applicata in diversi successivi progetti alla consapevolezza della necessità di una più compiuta formazione autobiografica che aiuti a “scrivere in prima persona anche dei miei sentimenti e delle mie fragilità.” In questo modo, l’autore descrive il suo percorso di crescita da autobiografo esordiente a formatore, lavorando “ ‘individualmente insieme’ in un clima di generale sospensione del giudizio”, e caratterizzando il suo Circolo di Scrittura e Cultura Autobiografica -che verrà rifondato con lo spostamento dal comune di Roma a Pineto in Abruzzo- come ‘Officina del racconto’ integrato dal sottotitolo ‘Laboratorio di scrittura autobiografica’.

Segue nel testo, in successione:

  • La descrizione dei numerosi impegni con gli studenti in aula e nel cammino su

diversi sentieri, in tema di econarrazione autobiografica, impegni connessi al cercarsi nella natura ma originati dagli interessi radicati nella sua esperienza (“associata allo spirito di avventura che mi suggerivano il mare e i monti”) di bambino della periferia genovese;

  • Lo sviluppo del tema della ‘narr-azione’, atto dinamico del raccontare

particolarmente connesso ai luoghi che ci raccontano e all’interesse per le ‘letterature sommerse’; interesse, che ha dato origine, fra l’altro, a partire dal 2022 al progetto, connesso al Concorso, giunto alla quarta edizione, ‘L’albero delle ciliegie. Una storia tira l’altra’, progetto di costituzione della Biblioteca Nazionale delle letterature dei luoghi, tematica approfondita anche in uno dei recenti Festival dell’Autobiografia;

  • L’avvio della prima edizione della scuola Nel borgo dei canta-storie, a partire

da una delle più recenti intuizioni del fondatore della LUA che in una nota per i docenti del 2022 proponeva di “…offrire ai nostri auspicabili iscritti saperi, competenze e abilità tecniche volte a promuovere (…) momenti dedicati alle culture e alle pratiche della narrazione orale e trascritta (…) avvalendosi di modalità novellistiche di improvvisazione teatrale, musicale e canoro, pittoriche, poetiche (…) contrassegnate  da generi quali il fiabesco, il mitico, l’eroico, il burlesco e comico, il satirico.”

In conclusione, è ancora lo stesso autore a suggerire una possibile chiave di lettura del suo scritto, facendo riferimento “alle parole che in modo trasversale hanno sorretto l’impalcatura delle attività descritte nei vari capitoli: comunità, scrittura, educazione.” Il richiamo alla comunità come fonte primaria del senso di appartenenza e di identità; la centralità della scrittura come spazio di riflessione più matura per accedere anche a pensieri inediti e sorprendenti; l’importanza dell’educazione come trasmissione della voglia di sapere a partire dai propri sfondi formativi e auto formativi.

Questo, e molto altro, potrete trovare in questo contributo, opera di un instancabile attivatore di opportunità di riflessione e di crescita.