di Lorenzo Luccarini
Ho letto d’un fiato il bel libro autobiografico di Lorenzo Luccarini dal titolo OSSERVARE L’INVISIBILE, ed. affinità elettive,Ancona, 2026. p181
I libro contiene le parole di un cinquantenne che con coraggio, sincerità e una certa ironia guarda alla sua infanzia trascorsa in una città della provincia italiana, Ancona, appunto. Prima che le suggestioni svaniscano voglio dire che il libro mi è proprio piaciuto. Le parole di Lorenzo Luccarini, affettuose verso il
ragazzino che è stato, mi hanno tenuto compagnia diverse sere quando ho deciso di abbandonare la TV. Da tempo, dato il caldo che inevitabilmente l’estate porta con sé, non riuscivo a concentrarmi. Lui con il suo sguardo attento ai particolari è riuscito a conquistarmi. .Con lui ho scoperto che l’invisibile è nei particolari
che appartengono alla nostra vita e la distinguono da tutte le altre. Particolari che lui interpreta come coincidenze del destino, e che io invece vedo come capacità di cogliere le singolarità di ogni percorso di vita. Singolarità che solo alcuni riescono a cogliere e a interpretare. Attento alle coincidenze come quando racconta del capolinea dell’autobus 40 che lo trasportava ogni mattina a scuola anno dopo anno e che per una strana coincidenza che annota nelle ultime pagine del libro lo condurrà a fare il cinema. Fatto che nella sua vita adulta, lo porterà trasferirsi a Roma. Il suo capolavoro lo raggiungerà a mio avviso nella descrizione del gioco delle bocce, tanto da farne quasi una danza.
Non voglio togliere la sorpresa a chi vorrà leggere le sue parole, così intense che aprono al lettore la possibilità di confrontarsi con i propri ricordi. Lo ringrazio infine di aver conservato intatta la sua anima di fanciullo. Questo è un dono prezioso che la vita gli ha fatto

