Con in tasca una laurea in Scienze dell’Educazione e della Formazione, ho sempre scritto: in una prima parte di vita per organizzazioni internazionali in difesa dell’ambiente, poi mettendo la mia scrittura a servizio dei patrimoni più importanti — quelli dell’essere, non dell’avere: è così che è nata Storieria, oggi agenzia di narrazioni, che in dieci anni ha firmato un centinaio di biografie personali e aziendali. In modalità “nascosta”, da ghostwriter e da editor, ho provato sei volte la gioia di festeggiare la vittoria di un premio letterario.
Per scrivere meglio le storie degli altri sono diventata formatrice autobiografica con un Master all’Università di Suor Orsola Benincasa, ma qualcosa di importante mancava: sentivo forte il bisogno di scrivere la mia, di storia. Sono approdata così, nel 2017, alla Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari. E qui — come spesso accade nei posti giusti al momento giusto — è cambiato tutto. Da quell’incontro è nato Miméomai, il corso che co-conduco con Vincenzo Todesco, dove la mia esperienza di formatrice, insieme alla pratica di scrittrice, dà luogo a per-corsi sempre nuovi, costruiti in base all’aula – che non è mai somma dei singoli elementi della compongono, ma si fa entità a sé, unica ogni volta.
Quello che mi appassiona, nel lavoro con gli adulti, è una cosa semplice: le persone hanno già tutto quello che serve. Solo che spesso non lo sanno — o se lo sono dimenticato. In mezzo c’è il giudice interiore, quella voce che valuta, censura, blocca prima ancora che l’espressione possa prendere forma. Neutralizzarlo è possibile. È quello che facciamo insieme, attraverso il corpo, il gioco e la scrittura.
Si parte sempre dal corpo, perché è la nostra parte più sincera — il corpo non mente. L’ho imparato con la pratica dello yoga, ben prima di diventare insegnate Yoga Alliance e facilitatrice di Mindfulness. E poi c’è il gioco, capace di riaprire spazi che credevamo chiusi. In armonia con corpo e gioco, la scrittura, declinata sulle necessità del momento e sulle sensibilità di corsiste e corsisti, diventa uno strumento di scoperta: su di sé, sulla propria storia e sulla possibilità di scardinare l’auto-narrazione. Ogni per-corso è diverso e nuovo. Ogni volta mi sorprende la ricchezza dello scambio.
La scrittura la conosco da dentro — con tutto quello che questo comporta, inclusa l’incertezza! Ho co-scritto La sirena di Posillipo per Rizzoli (2024), che ha vinto diversi premi letterari, e pubblicato il romanzo Arcano (2025).
Per finire, a proposito di parole: quella che abolirei è “ormai”. La mia preferita è “imparare” — e non ho proprio intenzione di smettere!
